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Nuovo Poa: “Addio odontoiatria alla Spezia, strutture complesse tagliate del 34%”

Il consigliere regionale Davide Natale e il Forum Sanità Pd della Spezia contestano il nuovo assetto di Ats Liguria: dipartimenti regionali monodisciplinari, riduzione delle strutture complesse spezzine, ruolo delle aree sociosanitarie svuotato e maggiore accentramento a Genova. “Si sacrifica l’integrazione clinica e multidisciplinare in favore di una gestione verticale e burocratica. Un piano calato dall’alto, senza confronto con sindacati e Comuni”

“Il Piano organizzativo aziendale approvato ieri dai vertici dell’Azienda tutela della salute Liguria stravolge l’idea di sanità, sostituendo una logica clinica, fondata sull’integrazione delle discipline attorno al paziente e alla sua patologia, con una logica amministrativa, fondata sul governo verticale delle singole specialità su scala regionale senza nessuna più aderenza con i territori e la multidisciplinarietà del servizio. Un piano calato dall’alto senza interpellare i sindacati e le amministrazioni comunali. Quella spezzina, come da lunga tradizione peracchiniana, silente per istinto d’ossequio politico di fronte a questioni che riguardano direttamente la vita dei suoi  concittadini”. Lo affermano Davide Natale, segretario ligure e consigliere regionale del Partito Democratico, e il Forum Sanità PD della Spezia. “Vengono creati dipartimenti regionali monodisciplinari, ciascuno dei quali raccoglie una singola specialità. Questo significa che una determinata specialità del presidio ospedaliero della Spezia è nel dipartimento con quella di Imperia, ma non più nel dipartimento con specialità simili o del medesimo ramo di quella del proprio. Ma un dipartimento dovrebbe servire ad armonizzare discipline diverse attorno a un unico gruppo di patologie – ricorda Natale -. Tra dipartimento e strutture si inserisce inoltre un livello nuovo di responsabilità, il coordinamento dipartimentale (38 in tutto), di cui il documento non definisce natura, poteri e titolarità. Chi svolgerà quel ruolo, dove avrà sede e chi lo svolgerà è un mistero”.

La conseguenza secondo il consigliere regionale è che le diverse discipline smettono di parlarsi direttamente. “Ogni interazione deve risalire al vertice mentre la collaborazione clinica, che dovrebbe essere orizzontale e immediata, diventa un percorso gerarchico e lento. C’è di più, perché il nuovo piano organizzativo lascia i direttori d’area  senza organizzazione: nell’organigramma le cinque aree sociosanitarie locali sono caselle vuote. Nessuna struttura afferisce al direttore d’area e nessuna linea, né gerarchica né funzionale, lo collega ai dipartimenti. Tutti i dipartimenti rispondono alla direzione generale di Ats e quindi a Genova. Lo stesso vale per i diciannove tra distretti sociosanitari, case e ospedali di comunità, collocati dentro un dipartimento regionale e non dentro l’area”, continua l’esponente dem. “Le strutture complesse a direzione spezzina si riducono del 34%, i direttori di area non hanno nessun ruolo gestionale e non sono più la prima interfaccia con le amministrazioni locali, alcune specialità come odontoiatria rischiano la scomparsa con tutti i problemi che ne conseguono, l’anatomia patologica viene centralizzata a discapito delle realtà provinciali, compaiono strutture di dubbia e di fumosa utilità e soprattutto organizza il servizio per canne d’organo non favorendo il lavoro multidisciplinare”. In conclusione Natale parla di “un piano fallimentare, proprio come la legge di riforma della sanità ligure, mentre il settore è una polveriera visto che siamo alla vigilia dello sciopero dei medici. Senza contare che questa organizzazione è una sorta di preparazione del terreno all’ipotesi di fare concorsi regionali da Sanremo a Sarzana. Un altro cambiamento radicale dell’organizzazione di dubbia utilità, che potrà solo scoraggiare chi vorrebbe entrare nella sanità ligure già a corto di personale”.