presente l'ammiraglio berutti bergotto
|Il Garibaldi ammaina la bandiera italiana, la Marina Indonesiana accoglie il Kri Sriwijaya
Dopo una navigazione di 25 giorni coprendo una distanza di circa 6.870 miglia nautiche, attraversando il Canale di Suez, il Mar Rosso e l’Oceano Indiano.
Al termine di un lungo trasferimento dall’Italia all’Indonesia, il Giuseppe Garibaldi è entrata ufficialmente a far parte della flotta della Marina indonesiana, in occasione di una cerimonia di cambio bandiera che ha visto la sostituzione del vessillo italiano con quello indonesiano. L’evento è stato presieduto dal Capo di stato maggiore della Marina Militare , ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, e dal Capo di stato maggiore della Marina indonesiana, ammiraglio Muhammad Ali, presso il Molo 107 del porto di Tanjung Priok, a Giacarta Nord, giovedì 24 settembre 2026.
Dopo l’adozione ufficiale della bandiera biancorossa, la cerimonia è proseguita con l’insediamento del comandante de Kri Sriwijaya-100, presieduto personalmente dal comandante in capo delle Forze armate nazionali indonesiane, il generale Agus Subiyanto. La cerimonia ha sancito sia il cambiamento di status dell’unità sia la trasformazione della sua identità all’interno della flotta della Marina indonesiana.
In precedenza, l’unità aveva completato una navigazione di 25 giorni coprendo una distanza di circa 6.870 miglia nautiche, attraversando il Canale di Suez, il Mar Rosso e l’Oceano Indiano. Durante il viaggio verso l’Indonesia, la nave ha effettuato scali in Egitto, Arabia Saudita e Sri Lanka per esigenze logistiche, rifornimento e supporto tecnico.
“L’impiego del Kri Sriwijaya-100 supporterà le operazioni militari diverse dalla guerra”, ha annunciato il servizio informazioni della Marina indonesiana. Nello specifico interventi di soccorso in caso di calamità e aiuti umanitari, sottolineando al contempo i progressi delle TNI nel rafforzamento e nella modernizzazione della flotta della Marina indonesiana. “L’iniziativa dimostra inoltre l’impegno dell’Indonesia per la difesa e la sicurezza dei propri territori marittimi e riflette la volontà del Paese di potenziare le proprie capacità navali e di affrontare le future sfide legate alla sicurezza marittima”.


