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Tpl, il servizio invernale parte nel caos. Lodola, coordinatore Cobas: “Le vere responsabilità di questo declino risiedono nelle scelte strategiche errate”

Il servizio invernale del trasporto pubblico locale spezzino parte tra corse saltate, fermate affollate e difficoltà nella gestione degli organici. Si unisce nella denuncia della situazione anche il sindacato Cobas che la definisce ormai “non più tollerabile”. Il coordinatore provinciale Daniele Lodola, punta il dito non soltanto contro la gestione aziendale e il sistema dei subappalti, ma anche contro le scelte compiute negli anni dalla proprietà di Atc, individuata nel Comune e nella Provincia della Spezia.
Secondo i Cobas, nelle ultime settimane si sarebbe consolidata una lettura della crisi concentrata soprattutto sulle ditte esterne. Il sindacato ricorda di aver sempre contestato la privatizzazione di una parte del servizio, ritenendola penalizzante per le condizioni dei lavoratori e per la qualità del trasporto, ma sostiene che attribuire al solo subappalto le difficoltà attuali significhi non affrontare le cause strutturali del problema.

“Le vere responsabilità di questo declino risiedono nelle scelte strategiche errate portate avanti in questi anni dalla proprietà di Atc, vale a dire il Comune della Spezia e la Provincia della Spezia, le istituzioni locali hanno insistito su una linea di gestione miope, basata sul contenimento dei costi a tutti i costi, sulla mancanza di una seria programmazione degli organici e sull’incapacità di rendere la professione dell’autista attrattiva e tutelata”, dichiara il coordinatore provinciale Cobas, Daniele Lodola.

Per i Cobas, dunque, continuare a ricondurre l’emergenza esclusivamente alle responsabilità dell’azienda o delle ditte subappaltatrici rischierebbe di lasciare fuori dal quadro le istituzioni che hanno il compito di indirizzare e programmare il servizio pubblico. Nel mirino finisce in particolare anche l’ipotesi di riportare direttamente in Atc una parte dei chilometri oggi affidati all’esterno.
“Come coordinatore provinciale lo dico con estrema chiarezza, questa – aggiunge Lodola – non è la soluzione, ma rischia di rivelarsi un ulteriore fattore di collasso. La realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti, la ditta Atc ad oggi non riesce a coprire nemmeno il servizio ordinario con gli autisti attualmente in organico figuriamoci cosa succederebbe se dovessimo aumentarlo”.
Il nodo, secondo il sindacato, resta quindi quello della disponibilità di personale. Con gli organici considerati insufficienti e il ricorso agli straordinari per garantire il servizio, il rientro di ulteriori chilometri nella gestione diretta di Atc, senza un precedente rafforzamento della dotazione organica, potrebbe tradursi in nuove difficoltà operative e in un aumento delle corse soppresse.

I Cobas indicano quindi come priorità l’assunzione stabile di nuovi conducenti, con contratti e condizioni retributive adeguate, insieme a un miglioramento dell’organizzazione del lavoro, dal rispetto dei riposi alla sostenibilità dei turni e alle garanzie di sicurezza per il personale di guida e di terra. Il sindacato chiede infine a Comune e Provincia di assumere le proprie responsabilità e di tornare a investire risorse nel trasporto pubblico locale, considerandolo un servizio essenziale per il territorio.