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Turati: “La perdita di Florenzi la notizia peggiore. Livorno squadra esperta, sarà una gara diversa dalle altre”

L’allenatore in conferenza: “Voglio vedere gli occhi della partita di San Benedetto”. Poi sulle assenze: “Cancellieri, Candelari e Kalaj. Di Mateju non so nulla”

“Il rammarico principale oggi è aver perso un ragazzo come Aldo”. Il primo pensiero di Marco Turati, alla vigilia dell’incontro tra lo Spezia e il Livorno, è per Florenzi, che ha chiuso la stagione per la rottura di menisco e legamento crociato dopo la partita di San Benedetto. “Che sia forte è innegabile, ci stava dando tanto, aveva una condizione ottimale, ma il rammarico più grande per tutti è per la persona, un ragazzo d’oro. Perderlo ora e per così tanto tempo sicuramente è motivo di rammarico per noi. Ma dobbiamo farcene una ragione, nel calcio e nella vita succedono queste cose. L’ho sentito ieri, mi ha detto che non mollerà e che vuole tornare più forte di prima. Come Spezia aspettiamo tutti con voglia il giorno del suo rientro”, prosegue l’allenatore, che parla poi delle alternative da trovare per sopperire all’assenza dell’ex Cosenza. “L’assenza di Florenzi deve essere rimpiazzata da quei ragazzi che hanno la qualità in quegli ultimi metri come aveva lui. C’è Kaleb Jimenez che ha quelle caratteristiche, ma forse è più centrocampista di Aldo, ma devo essere bravo io nel caso ad adattarmi. C’è Melo Limonelli che ci sta dando una grande mano, abbiamo più soluzioni come ad esempio metterci un attaccante e adattarci a gara in corso. Ringrazio il direttore che specie nel reparto centrale mi ha dato grande scelta”.

Uno Spezia alle prese con qualche assenza, nonostante il recupero di Cannavò: “Di Zilli e Jimenez sono contentissimo, sono in ottime condizioni e hanno qualità. Daranno molto al mondo Spezia, perché a livello umano sono seri, centrati e con l’obiettivo ben chiaro. Purtroppo in questo momento non siamo fortunati: oltre ad Aldo, abbiamo fuori Cancellieri che ha un problema di ernia, Kalaj per tallonite ancora per qualche giorno. Anche Candelari è fuori, perché soffre di un inizio di pubalgia dovuto ad una ernia. Siamo sfortunati perché anche lui stava benissimo ma ora va gestito e questa settimana lo farò per non correre rischi. Fra botte varie e altro, siamo ancora indietro numericamente, ma recuperiamo Cannavò ed è una buona notizia. Verrà con noi domani. Mateju è un calciatore importante, che ha solo giocato in A e in B, per esperienza e carisma può essere un grande acquisto per noi. Ma come per tanti altri ragazzi ci sono state problematiche e non spetta a me dire quale sarà il suo futuro. Nel momento in cui avrò l’ok della società verrà con noi perché può darci moltissimo per esperienza e carisma. Ma ad oggi non ho ricevuto comunicazioni”.

Avversario al Picco un Livorno che ha riscoperto pericolosità, appaiato proprio alle Aquile in classifica: “La storia e il blasone dei club incide molto. Lo Spezia merita altre categorie, ma anche il Livorno come storia e ambiente. La partita azzera ogni valore e noi dovremo essere bravi perché da un punto di vista tecnico sono forti, hanno elementi che hanno calcato altre categorie come Aramu, Di Carmine, gente che ha fatto la Serie A come Djidji, Veseli, Arrigoni, hanno Mawete che sta facendo molto bene. Non solo lì per caso, hanno sette punti come noi, sono in Coppa Italia come noi dove hanno battuto una corazzata come la Reggiana. Ci siamo preparati molto bene ma noi dobbiamo guardare alla prestazione innanzitutto. Abbiamo l’obbligo di riproporre la partita di San Benedetto e domani, al di là di cosa succederà alla fine, voglio vedere una squadra rabbiosa e con gli occhi giusti”, analizza. “Affronteremo una squadra esperta, navigata, che sa bene cosa vuole e che vuole stupire. Tutti sappiamo che da un punto di vista tecnico-attico servirà attenzione, sappiamo che partita ci aspetta perché l’abbiamo preparata bene, ma se mi guardo bene è vero che abbiamo incontrato squadre con meno blasone ma abbiamo visto squadre che per organizzazione e qualità ci hanno messo in difficoltà. La reazione alle difficoltà mi è sempre piaciuta, quindi sono molto fiducioso sia per la partita che per il nostro futuro, ma non dobbiamo assolutamente togliere il focus da quello che vogliamo fare. Il prossimo step che mi aspetto è la continuità alle cose buone, poi dobbiamo migliorare dentro la partita perché ci sono tante dinamiche e secondo me stiamo raggiungendo un buon livello quando siamo in possesso, ma dobbiamo migliorare nell’altra fase e nella gestione singola di alcuni momenti. Spesso non capiamo quando forzare, quando rallentare, non abbiamo capito quando possiamo partire in pressione forte e quando rallentare. Ma fa parte di un percorso di crescita che ci sta”.

Primo impegno di tre gare in otto giorni, per uno Spezia che qualcosa cambierà: “Indipendentemente dalle tre partite in una settimana tutti si devono sentire responsabili, protagonisti, come gli ripeto sempre. Potremo cambiare qualcosa rispetto all’ultima partita, ma non mi piace parlare di turnover. Scelgo sempre in base a quello che vedo in settimana, anche in base alle caratteristiche dell’avversario. Ci sarà spazio per molti calciatori in queste tre partite, ma come già abbiamo fatto in queste prime cinque gare”, continua. “Sono molto contento della partita di domenica, sia per il risultato che per quello che abbiamo espresso. Non voglio limitarmi a questo: non sarebbe giusto come allenatore e leader del gruppo. Devo valutare lo spirito della squadra, nell’ultima partita ho visto lo spirito che chiedo io e che chiedono i tifosi. Non mi farò mai condizionare dal risultato, specialmente in questa fase dobbiamo migliorare le conoscenze. Se domani saremo quelli dell’ultima settimana, io penso che potremo divertirci un’altra volta indipendentemente dal risultato”.

Infine, valutazioni su alcuni singoli, da Di Serio alla crescita di Bright e Oyono: “Di Serio rientra nel lotto di calciatori da zona centrale. Ci stiamo lavorando, a mio avviso può fare anche la seconda punta e sarà un’arma in più. L’obiettivo principale è metterlo nei nostri meccanismi, poi penso possa giocare davanti. Sull’esterno preferisco andare sulla specificità dei giocatori che abbiamo, con Peppe che ha molti più gol nelle gambe di quelli che ha fatto fino ad ora ma se ci sarà bisogno sono sicuro non si tirerà indietro anche in quel ruolo. Ci sono poi ragazzi che stanno crescendo, poi devo essere bravo io ad esaltarne le individualità. Bright ha qualità, lo sto forzando molto perché tecnicamente è forte. Oyono è con noi da due settimane, gli manca ancora qualche piccolo automatismo per diventare un calciatore veramente importante perché ha una gamba clamorosa. Piano piano si metterà dentro e ci darà grandi soddisfazioni. Cannavò è in gruppo da 4 giorni, non voglio caricarlo troppo di responsabilità perché è stato fuori tanto. Già averlo con noi per dare una mano è una bella notizia”.