l'intervista a radio picco
|Da Livorno alla Spezia, il fotografo Barontini vive il derby: “L’importante è che entrambe vadano in B”
Da 43 anni in Liguria, ormai tifa per tutte e due le squadre: “Ci vorrebbe una vittoria per parte, ma alla fine dico che vinca il migliore”
“Dovevo essere al Picco sabato, ma alla fine la vedrò da casa con mia moglie. Io al computer in una stanza, lei in televisione in un’altra”. Sorride pensando alla sfida tra Spezia e Livorno, Claudio Barontini. Fotografo di fama nazionale, livornese di nascita ma spezzino di adozione. “Vivo qui da 43 anni”, dice in diretta a Radio Picco, la trasmissione in onda su RLV – La Radio A Colori dal lunedì al venerdì alle ore 18. Lui che di storie da raccontare ne avrebbe a centinaia, per la sua attività da fotografo ma non solo. “Ne ho fatte parecchie in vita mia. Ho suonato per otto anni nell’orchestra di Milva, ho girato il mondo. Ma sono stato anche fotografo ufficiale del Pisa dal 2005, proprio io che sono livornese. Non lo sapevano ovviamente”, svela ridendo.
Ed è proprio il rapporto con La Spezia, maturato in oltre quarant’anni, a rendere particolare il suo punto di vista sulla sfida di sabato: “Non lo dico per mettere il miele nella conversazione, ma fino all’anno scorso ho tifato anche Spezia. Sono più gli anni in cui ho vissuto alla Spezia che quelli a Livorno, mia moglie è spezzina e quindi non potevo non fare altrimenti. Tifavo per la Serie B perché il derby lo avrei voluto in quella categoria. Purtroppo lo Spezia è retrocesso e anche male, per sfortuna e non solo. Ora stanno cercando, o stiamo, di riprendere il posto perduto e la squadra penso sia stata fatta buona. Ci sono tutti i presupposti per tornare su, ma la Serie C è tremenda perché a fare la differenza sono gli scontri diretti. Il Ravenna può vincerle tutte, lo Spezia idem, quindi la differenza la fa proprio lo scontro diretto”.
E Spezia-Livorno oggi è uno scontro diretto.
“È il primo scoglio per entrambe. Il Livorno ha sette punti meritatamente ma anche con un po’ di fortuna. È la miglior difesa della Serie C, ha subito solo un gol, ma le avversarie hanno preso anche un paio di pali quindi c’è stato pure un pizzico di fortuna. Il Livorno credo sia una buona squadra, ci sono ottimi giovani come Regazzetti, Gabbiani, Mancini dalla Juventus, e poi ci sono i giocatori di spessore come Aramu, Di Carmine. Manca ancora l’amalgama, ma la grinta di Lucarelli si sta vedendo. Non so se basti perché ho visto lo Spezia con la Sambenedettese e hanno fatto 85 minuti in attacco. La fortuna e la sfortuna in Serie C contano molto, ci sono molte squadre forti e gli scontri diretti sono decisivi”.
In 43 anni alla Spezia di derby ne ha visti tanti. E come si vive l’attesa in casa Barontini?
“Io a Spezia mi trovo bene perché c’è il mare come a Livorno. Ho molti amici, anche a livello professionale, come i muscolai con cui ho fatto un libro o alle Cinque Terre, dove ne ho fatti altri due. Poi il derby ce l’ho sempre in casa, con mia moglie che è spezzina e tifosa. Diplomaticamente direi che vinca il migliore, perché i pareggi non servono a niente. Sarebbe meglio una vittoria per parte, poi se il più forte ne vince due non posso dire nulla. E ultimamente il Livorno non ne ha vinta, al contrario degli anni Novanta. Non sono molto ottimista, ma quello che viene viene. E l’importante è che entrambe vadano in Serie B”.


