Temi del giorno:
protagonisti e appuntamenti
|Da Cartagine alle guerre di oggi, il programma del terzo giorno del Festival della Mente 2026
Alle 19.15 in piazza Matteotti andrà in scena l’ultimo atto della trilogia che Matteo Nucci ha dedicato al fuoco e alle figure mitologiche che da sempre lo rappresentano
La XXIII edizione del Festival della Mente arriva alla sua giornata conclusiva, continuando a esplorare il fuoco nelle sue molteplici forme. Si parlerà di Cartagine e Medioevo, di memoria e autobiografia, di energia, nuove generazioni e neuroscienze; ci sarà spazio per la musica e per discutere delle trasformazioni che stanno mettendo in crisi l’ordine internazionale.
Tra i protagonisti della giornata conclusiva Roberto Battiston, Giovanni Bertolazzi, Vasco Brondi, Tommaso Coluzzi, Beatrice Del Bo, Federico Dragogna, Geoff Dyer, Matteo Lancini, Tiziana Lo Porto, Eve MacDonald, Piero Maranghi, Michela Matteoli, Tiya Miles, Matteo Nucci, Vittorio Emanuele Parsi, Giulio Silvano e Livia Viganò.
Aprirà la giornata, alle 9.45 al Teatro degli Impavidi, Eve MacDonald, senior lecturer di Storia antica all’Università di Cardiff, che terrà una lectio sulla storia di una città, e con essa di una civiltà, tra le più straordinarie e incomprese del Mediterraneo antico, Cartagine, a cui MacDonald ha dedicato il saggio Cartagine. La nuova storia dell’antico Impero (Giunti). Le vicende che la riguardano sono state tramandate quasi esclusivamente attraverso i miti e le parole dei suoi nemici. Dietro la leggenda, però, sopravvivono una città e una popolazione reali, che aspettano ancora di essere riportate alla luce. Il titolo dell’incontro è Dalla pira di Didone alla distruzione di Scipione: la storia di Cartagine attraverso il fuoco.
Alle 10.30 presso il cinema Moderno, nell’intervento Fuoco e fiamme. Un ardente Medioevo, la medievista Beatrice Del Bo, docente dell’Università degli Studi di Milano, spiegherà quanto sia impropria l’associazione tra il Medioevo e l’oscurità che traspare nell’espressione “secoli bui”. Fiaccole e candele che illuminano case e taverne, incendi che devastano i campi di battaglia, falò che celebrano i potenti e i loro successi: più che il buio, sembra il fuoco l’elemento naturale e distintivo di quel millennio.
A partire dal suo ultimo romanzo Compiti a casa (il Saggiatore), lo scrittore Geoff Dyer, in dialogo con Giulio Silvano, affronterà il rapporto tra memoria personale e storia collettiva, indagando la forza narrativa dell’autobiografia e quella particolare sensazione di sentirsi stranieri a casa propria. L’appuntamento è alle 11.45 al Teatro degli Impavidi con l’incontro dal titolo Il fuoco della provincia.
Roberto Battiston, professore ordinario di Fisica sperimentale all’Università degli Studi di Trento, assumerà il fuoco come forma archetipica dell’energia, la forza invisibile che mette in moto il mondo, tanto quello naturale quanto quello abitato dall’uomo. Alle 12.00 in Piazza Matteotti nell’incontro Energia: una storia di creazione e distruzione Battiston offrirà una lettura del presente intrecciando storia, scienza e politica attraverso le sfide che l’approvvigionamento energetico pone oggi e porrà sempre più nel futuro.
Alle 15.00 in piazza Matteotti saranno protagonisti del dialogo Il tempo che brucia lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini, Livia Viganò e Tommaso Coluzzi, rispettivamente COO e co-founder e giornalista di Factanza Media. Sarà l’occasione per discutere i temi che oggi investono le nuove generazioni, dalla salute mentale alle loro aspettative e fragilità, per cercare di distinguere il fuoco che le accende da quello che le consuma.
Un focolare che attraversa un secolo: tre donne e una storia familiare vedrà sul palco Tiya Miles, storica dell’Università di Harvard e autrice di Il sacco di Ashley (Iperborea), la sua opera narrativa più recente in cui ha messo al centro un oggetto apparentemente insignificante ma capace di illuminare insieme storie private e collettive rimaste ai margini dei racconti ufficiali. Sarà proprio questo lo spunto del dialogo tra Miles e Tiziana Lo Porto.
Michela Matteoli, direttrice del programma di Neuroscienze dell’ospedale universitario Humanitas, dedicherà il suo intervento Il fuoco del cervello. Tra difesa e danno al delicato equilibrio grazie a cui vive il nostro cervello. Un ruolo centrale è giocato dalle infiammazioni: esse riparano e rimodellano le connessioni tra neuroni, rendendo il cervello capace di adattarsi ai cambiamenti esterni, ma, se non si spengono al momento giusto, possono contribuire allo sviluppo di malattie neurologiche e neurodegenerative. L’appuntamento è alle 17.00 in piazza Matteotti.
Piero Maranghi, editore e direttore di Sky Classica, alle 19.00 al Teatro degli Impavidi terrà una conferenza-concerto dal titolo Piano “con Fuoco”: accompagnato al pianoforte da Giovanni Bertolazzi, offrirà al pubblico un percorso attraverso i modi in cui i compositori, dal tardo Ottocento a oggi, hanno messo in musica la loro idea di fuoco. Maranghi prende le mosse da una suggestione: l’indicazione “con Fuoco” nelle partiture chiama l’interprete ad adottare un tempo brillante, ma anche ad aumentare notevolmente l’intensità nell’esecuzione.
Alle 19.15 in piazza Matteotti andrà in scena l’ultimo atto della trilogia che Matteo Nucci ha dedicato al fuoco e alle figure mitologiche che da sempre lo rappresentano. In Trasformare il passato: Efesto Nucci il fabbro perennemente all’opera nella sua fucina, capace di dare al fuoco il suo potere più sconvolgente, quello trasformativo, in grado di incidere sull’animo umano affinché accantoni il passato e i dolori che custodisce.
Vasco Brondi, cantautore e scrittore, e Federico Dragogna, chitarrista, compositore e paroliere, porteranno in anteprima al Festival della Mente, alle 21.15 al Teatro degli Impavidi, lo spettacolo Una cosa spirituale. Musiche e letture tra terreno e ultraterreno, dedicato alla ricerca del fuoco che tiene viva la creatività e alimenta l’arte come pratica spirituale. Attraverso letture, riflessioni e suoni, il pubblico sarà condotto in un viaggio che intreccia musica, letteratura, filosofia e autobiografia.
Il Festival si concluderà alle 21.30 in piazza Matteotti con l’incontro Fuoco e ordine internazionale, in cui Vittorio Emanuele Parsi, ordinario di Relazioni Internazionali all’Università Cattolica e Accademico dei Lincei, leggerà le trasformazioni del sistema globale a partire dalle guerre che, nella storia moderna e contemporanea, hanno scandito la fine di un ordine e l’inizio di un altro. Oggi il fuoco delle armi sembra devastare l’ordine liberale, ma potrebbe anche bruciare le vanità di chi lo ha appiccato.
Il programma dedicato a bambini e ragazzi si conclude con una giornata ricca di incontri. Tra questi Custodire il fuoco (Fortezza Firmafede, alle 9.30), il workshop condotto dall’architetta e atelierista Elena Iodice: un percorso per interrogarsi su ciò che accende la creatività e trovare strumenti concreti per dare forma a pratiche educative capaci di stimolare bambini e ragazzi attraverso l’arte. Attraverso il disegno e una buona dose di immaginazione, il laboratorio Scintille creative (Fortezza Firmafede, alle 9.30 e alle 15.00) accompagna alla scoperta di come un segno possa aprire significati inattesi oltre l’apparenza delle forme. A condurlo sarà l’illustratrice e pittrice Daniela Pareschi. Fossick Project, il duo formato dall’illustratrice Cecilia Valagussa e dalla cantautrice Marta Del Grandi, animerà Firecharmers (Fortezza Firmafede, ore 16.15), un laboratorio di storytelling sonoro e visivo attraverso musica, disegno e editing di immagini.


