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È iniziata la 23esima edizione
|Il Festival della Mente accende Sarzana: “Mantenere viva la fiamma del sapere”
Corradino: “Promuovere la cultura significa offrire alle persone strumenti per comprendere il presente”, Giampedrone: “Tema del fuoco invita a conoscere le sfide del nostro tempo”. Da Ponzanelli il ringraziamento ai volontari e il ricordo di Giulia Coloru e i tre giovani mancati negli ultimi giorni.
Il Festival della Mente è tornato ad accendere Sarzana con la 23esima edizione della manifestazione, dedicata quest’anno al tema del “fuoco”, aperta in serata in piazza Matteotti dalla lectio magistralis di Paolo Benanti, caratterizzata anche dal caldo che ha spinto l’organizzazione a dotare di ventaglio ogni posto a sedere. A inaugurare la kermesse, che proseguirà fino a domenica, è stata la sindaca Cristina Ponzanelli che ha richiamato il legame costruito in ventitré anni tra la manifestazione e la comunità sarzanese. “È cambiato il mondo ma non il gesto: ci raccogliamo attorno a qualcosa che illumina” ha affermato. “Il Festival della Mente è un rito di comunità: per tre giorni Sarzana si raccoglie intorno a un fuoco, quello delle idee, della cultura e della curiosità. Il nostro compito non è soltanto accenderlo ma custodirlo e passarlo ad altri. Chi viene qui, quando riparte, porta con sé una scintilla”.
Ponzanelli ha rivolto un ringraziamento particolare ai volontari, definiti “l’abbraccio e il sorriso di questo festival”. “Li troverete sorridenti nonostante il dolore immenso che la comunità ha vissuto negli ultimi tempi” ha sottolineato ricordando Giulia Coloru e i giovani Giampiero Andreani, Sebastiano Piaggi e Jacopo Cidale mancati di recente. “Il Festival è qualcosa che Sarzana ha deciso di custodire – ha aggiunto ringraziando la città e gli abitanti – questo fuoco è nostro, custodiamolo”.
Andrea Corradino è tornato invece alle origini della manifestazione, quando, nel 2004, la Fondazione e il Comune di Sarzana decisero di dare vita al festival, investendo in un progetto culturale che mettesse al centro la creatività e le idee, un’impostazione che, ha osservato, conserva ancora oggi tutta la propria attualità. “Promuovere la cultura – ha detto – significa offrire alle persone, e soprattutto ai giovani, strumenti per comprendere il presente e partecipare consapevolmente alla vita della comunità, con l’auspicio di accendere quella scintilla di curiosità da cui può nascere la capacità di immaginare e costruire il futuro. Molti dei trecento volontari non erano ancora nati quando è partito il festival. Grazie a loro e a tutti coloro che contribuiscono alla sua realizzazione”.
A spiegare la scelta del filo conduttore di questa edizione è stata quindi la direttrice Benedetta Marietti: “Ho scelto il concetto di “fuoco” perché riflette la vocazione multidisciplinare del festival e si può declinare in molti modi diversi, ma soprattutto perché penso che rifletta il mondo di oggi, sempre più complicato e difficile da decifrare: un mondo dominato dal fuoco della passione, ma anche invaso dal fuoco delle armi e degli incendi dovuti al cambiamento climatico”. Marietti ha richiamato il ruolo che la cultura può svolgere di fronte alle inquietudini del presente: “Può provare a dare a tutti noi gli strumenti per padroneggiare la complessità, può provare a restituirci la fiducia nel futuro, l’apertura verso gli altri, il desiderio e la speranza. Può, nel suo piccolo, aiutarci a ricostruire un pezzetto di mondo”.
“Del fuoco non si può avere paura” ha affermato invece l’assessore regionale Giacomo Giampedrone, sottolineando la necessità di conoscerlo e affrontarlo con consapevolezza. “Ventitré edizioni testimoniano il legame profondo tra il Festival, il Comune di Sarzana, Fondazione Carispezia e Regione Liguria. Il tema del fuoco, particolarmente attuale per chi si occupa di emergenze, ci invita a conoscere e affrontare con maggiore consapevolezza le grandi sfide del nostro tempo. Grazie a chi rende possibili queste tre giornate straordinarie che Regione Liguria è orgogliosa di sostenere”. Conclusi i saluti istituzionali, la lectio magistralis di Paolo Benanti, dedicata al nuovo fuoco, l’Intelligenza artificiale, ha aperto ufficialmente la manifestazione.



