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Angelozzi fiume in piena: “La squadra è competitiva per giocarsela. Serviva un esterno in più, ma abbiamo fatto 64 operazioni tagliando i costi”

Il direttore dell’area tecnica traccia un bilancio: “Turati è un predestinato, non abbiamo l’assillo di dover vincere ma possiamo stare con le prime 4-5 del campionato. E l’entusiasmo è la nostra forza”

Ventitré acquisti, ventidue cessioni, diciannove risoluzioni contrattuali. I sessanta giorni di mercato dello Spezia di Guido Angelozzi, Gianluca Longo e Mattia Biso sono giunti al termine, seppure ancora ci siano opportunità aperte per le cessioni di Ales Mateju e Petko Hristov. Un tour de force mai visto nella storia dello Spezia, una rivoluzione totale che ha prosciugato le energie dei dirigenti, che hanno regalato a mister Turati una rosa a loro modo di vedere competitiva per provare a vincere. “Ci ritroviamo dopo oltre un mese e mezzo e ci tengo a ringraziare la società che mi ha dato l’opportunità di tornare a Spezia. Li ringrazio perché ho avuto la possibilità di lavorare come piace a me, ringrazio in particolare Tom Roberts e il presidente Stillitano che mi ha appoggiato in tutto e per tutto. Ringrazio i miei collaboratori che hanno lavorato molto, specie la segreteria con Musetti e Ridolfo e il team manager Ferretti che sono stati bravi. Abbiamo stravolto la parte tecnica e ringrazio loro facendogli i complimenti. Grazie a Mattia Biso e Gianluca Longo, i miei collaboratori più stretti, che mi hanno dato buoni consigli.”, esordisce in conferenza stampa il direttore dell’area tecnica. “Abbiamo fatto 64 operazioni tra entrata e uscita, tesserato 23 giocatori di prima squadra e 2 per la Primavera, che da quest’anno è sotto la mia direzione con Mattia Biso: Trocino del Sion e Trentinella del Cosenza. Abbiamo fatto 19 risoluzioni di contratto. Abbiamo una rosa abbastanza nuova, con due giocatori fuori dal progetto tecnico che sono Hristov e Mateju. Sono contentissimo, felicissimo per quanto siamo riusciti a fare. All’inizio pensavo che qualcuno dei senatori rimanesse, ma dal primo giorno di ritiro mi sono reso conto che qualcosa non quadrava. Abbiamo deciso così di cambiare tutta la squadra. Non pensavo di riuscirci ma ci siamo riusciti, per cui dico che siamo stati bravi ma sarà il campo a giudicare. Personalmente sono molto soddisfatto, l’unico rammarico sono i due giocatori rimasti, che poi sarebbero tre, e che sono riusciti a cedere. All’inizio pensavo che qualcuno di buono ci fosse e potevamo recuperarlo, ma mi sono reso subito conto che era tempo perso. Abbiamo deciso di dare un taglio netto al passato e lo abbiamo fatto”.

Un taglio completo con il passato, che ha dato anche una grossa mano finanziariamente alla società: “Non sono riuscito a fare completamente quello che mi ha chiesto la società. Dovranno fare dei sacrifici per questa annata, ma penso che abbiamo fatto un grande lavoro. Non so se ho abbattuto il 50% dei conti, ancora non li ho fatti, ma la proprietà ora è più contenta anche se c’è da tirare fuori i soldi. Questa proprietà va tenuta cara, è fatta di persone serie. Mi sono reso conto che Roberts è una persona seria che vuole portare l’azienda in maniera positiva nel proseguo degli anni. Ho sentito Roberts una settimana fa, ma devo dire che Stillitano mi parla tutti i giorni e mi riferisce, come Ridolfo dato che io l’inglese non lo capisco. So che è soddisfatto. Ieri c’erano gli avvocati Bei e Corradino che mi dicono che è contento ma anche dispiaciuto per la vecchia guardia. Quest’anno lo Spezia compirà i 120 anni, speriamo Roberts ci venga a trovare”.

Angelozzi analizza poi tutto il suo operato, ammettendo una piccola mancanza: l’ingresso di un esterno in più e gli obiettivi. “C’è stata una rivoluzione che non pensavo si sarebbe concretizzata. C’erano tante cose da sistemare e lo abbiamo fatto. Al mister e alla squadra devo dare tempo, visto che lavorano con 23 giocatori nuovi. È una squadra che sta nascendo, dobbiamo dare tempo per trovare le soluzioni giuste. Il mister mi aveva chiesto qualche esterno in più ma non c’erano le condizioni. Abbiamo preso un centrocampista molto forte come Jimenez e Zilli, un attaccante diverso da chi abbiamo qui. Dovrà essere bravo lui a trovare soluzioni nuove ma Turati è bravissimo e farà rendere bene questa squadra. Ieri c’erano fuori 6-7 potenziali titolari, la rosa è vasta, con pochi esterni perché Turati ne voleva di più, ma con altri giocatori forti e con altre caratteristiche. Fino ad una settimana fa dicevo che non eravamo a livello delle altre squadre, oggi dico che possiamo essere nelle prime 4-5 che possono vincere il campionato. Bisogna lavorare, non voglio mettere pressione a nessuno ma ce la giochiamo con gli altri. Coi calciatori s’è creato un bel feeling, possiamo lottare e arrivare nelle prime posizioni. Abbiamo creato una base importante. Se vedete è una squadra giovane, questo è un percorso. Anche in passato è stato così: prendemmo Marino, che fece bene, poi con Italiano siamo andati in A. La mia idea è fare un campionato di livello, ma non partiamo con l’assillo di vincere. Ma se lavoriamo compatti possiamo giocarcela, se non dovesse succedere abbiamo costruito un percorso che può durare negli anni facendo un filotto. Immettere 2-3 giocatori e andare avanti, senza stravolgere più la società. Abbiamo un budget in linea con le altre squadre, ci permetterà di migliorare”.

E l’entusiasmo della piazza è quello che va cavalcato e che fa commuovere Angelozzi: “Io sono ritornato per la società ma soprattutto per la città di Spezia. L’entusiasmo è pazzesco. Per la prima volta in due mesi e mezzo è venuta mia moglie ed è rimasta shoccata, era troppo bello. Qualcosa mi lega a questa città, nemmeno alla mia seconda avventura c’era questo attaccamento di oggi e mi commuove. Longo mi faceva notare che ieri c’era più pubblico al Picco che in partite di Coppa Italia di Serie A. Questa deve essere la nostra forza, un rispetto verso i tifosi che deve farci impegnare ancora di più. Turati è un predestinato. Sono fiducioso, c’è un gruppo di ragazzi che ha fame. La Serie C è difficilissima, ci saranno difficoltà ma sono fiducioso perchè si è costruito un bell’ambiente in squadra e nei collaboratori. Se nasce l’alchimia ci divertiamo”.