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il direttore è un fiume in piena
|Angelozzi contro ex dirigenti e calciatori: “Hanno anche il coraggio di parlare? Hanno avuto un mese e mezzo per rispondermi”
Il direttore racconta la sua verità: “Ho spiegato a tutti i vecchi quello che era il mio piano. Non avrebbero perso un euro, ma nessuno mi ha risposto. E quando lo ha fatto qualcuno era tardi”
È un fiume in piena, Guido Angelozzi. Non ha ancora riposato dopo la fine della campagna trasferimenti dello Spezia, che ha portato ad addirittura 64 operazioni tra entrata e uscita. Tra queste anche le cessioni e gli addi della vecchia guardia. Vignali, Cassata, Bandinelli, Soleri, prossimi anche Mateju e Hristov, oltre a tanti altri. E nella conferenza di commento sul suo operato, un passaggio fondamentale riguarda proprio gli addii dei giocatori della scorsa stagione. Il direttore racconta tutta la storia. “Ho letto qualcosa degli ex calciatori. Dal primo giorno che sono arrivato, dalla prima conferenza, ho detto che eravamo in Serie C dopo una retrocessione che è costata 44 milioni di euro di budget, un budget che non avevo nemmeno in Serie A. Ho detto che tutti dovevano vergognarsi e bisognava fare un passo indietro visto che eravamo in questa categoria. Dovevamo abbassare almeno al 50% i danni fatti e così siamo partiti. Ho fatto discorsi chiari, rappresentando la proprietà dopo riunioni che abbiamo avuto, e il primo giorno di ritiro ho convocato tutta la squadra, vecchi e nuovi, dando il benvenuto. A fine discorso ho fatto rimanere solo i vecchi, non i nuovi che avevano contratti di Serie C, ma chi ha contratti da Serie A. Gli ho detto che erano stati bravi e che erano retrocessi tutti. Li ho provocati per capire se avessero voglia di rimanere”, comincia a raccontare Angelozzi.
“La società voleva fargli un favore: avrebbero preso tutti i soldi, solo che in due esercizi e non in uno solo”, prosegue. “Se avessero trovato squadra sarebbero andati via e quello che mancava sarebbe stato integrato da noi. Gli dico di farmi sapere e nessuno mi ha detto nulla. Ho beccato Cassata, gli ho detto che doveva darmi una mano con Vignali visto che erano di Spezia. Serviva un gesto, senza perdere soldi. Non potevo rinnovare contratti, non l’ho fatto nemmeno con una segretaria che è dovuta andare via, non potevo farlo coi calciatori ma c’era la promessa di non fargli perdere un euro. Li ho richiamati tutti in sede, ho chiesto uno a uno cosa volessero fare e nessuno mi ha detto che voleva rimanere. Era un diritto, come era mio diritto non farli più giocare nello Spezia. Vignali e Cassata mi hanno detto che dovevano pensarci ancora, ma io avevo bisogno di una risposta entro il martedì prima della Coppa Italia”.
Si arriva poi alla rottura definitiva, con attacchi ai calciatori e anche ai vecchi dirigenti: “I calciatori non si sono presentati il martedì. Io ho fatto finta di niente e il sabato, in rifinitura, c’era Vignali titolare e capitano. Finita la rifinitura ho detto a Turati che chi non abbatteva i contratti non poteva giocare. Vinciamo in Coppa, lunedì non succede nulla e il martedì Longo mi ha chiama dicendo che Cassata voleva venire a parlare, cosa che aveva fatto anche il procuratore di Vignali. Prima è venuto il procuratore di Vignali, che mi ha chiesto come sistemare la cosa. Dopo un mese e mezzo non mi interessava più, doveva trovarsi una squadra e ha trovato l’Entella dopo che si è rotto Bariti. Cassata è venuto, ma non mi serviva più perché in un mese e mezzo non mi aveva risposto. Non accetto ricatti dai contratti e io avevo preso altri giocatori, loro non mi sono venuti incontro e questa è la storia. Loro possono dire quello che vogliono. Bandinelli parla, ma sapete quanto è costato allo Spezia in quattro anni?”, continua il direttore, che attacca i vecchi dirigenti e chi ha redatto certi contratti. “Dovrebbe stare zitto, per farlo andare via gli ho dovuto dare i soldi. Cassata gli ultimi due giorni ha fatto la risoluzione e quei soldi li ha presi tutti, lo farà in due anni. Abbiano il coraggio di stare zitti. Se vogliono un dibattito sono qui”.


