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Questione morale e questione educativa al centro dell’iniziativa ad Arcola su Ennio Carando

Il libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza” è stato presentato ad Arcola – nell’area verde del Circolo Arci Guernica – per iniziativa della Sezione Anpi di Arcola, del Comune di Arcola e dell’Associazione Culturale Mediterraneo. L’incontro è stato introdotto da Cinzia Forma, già docente di latino e greco al Liceo Classico Costa. “La storia della vita di Ennio Carando è stata per me una scoperta emozionante”, ha esordito Forma che, sulla scia di autorevoli studiosi, ha paragonato Carando a Socrate:

“Come Socrate, Carando applica al suo insegnamento, non nozionistico, ma ricco di suggestioni ed emozioni, l’arte maieutica fondata sul dialogo, sullo stretto rapporto docente-discente, sull’attenzione alla formazione globale dei giovani ed alla pratica analitica della complessità, contro dogmatismi ed ideologie sterili e stereotipate, nella cura di una conoscenza critica che punta alla autonomia del pensiero. Quando docenti e studenti, adulti e giovani camminano insieme sulla strada della conoscenza consapevole, motivati da spinte morali, eticamente motivate e sostenute, nasce e si mantiene un solido sentimento di comunità, legata e tenuta insieme dai medesimi ideali”.

Per Carando l’opposizione intellettuale a un regime oppressivo e limitante della libertà porta naturalmente ad una opposizione politica, ha continuato Forma, che in lui approda “a una sorta di ‘comunismo evangelico’ che nutre le coscienze” e a una adesione al comunismo che “nasce dall’esigenza di combattere il ‘male morale del mondo’, che ricorda ed evoca la figura di Dietrich Bonhoeffer, teologo, partigiano, pastore protestante tedesco, protagonista della Resistenza al nazismo che, arrestato con l’accusa di cospirazione nel 1943, venne impiccato nel campo di concentramento di Flossenburg il 9 aprile 1945, due mesi dopo Ennio Carando”.

Il dialogo con l’autore e i numerosi interventi del pubblico si sono soffermati sulla straordinaria attualità di Carando politico morale, per il quale la riforma della società non può essere solo economica e sociale ma anche e soprattutto morale, e di Carando educatore. “Questione morale e questione educativa sono centrali se vogliamo cambiare un mondo sempre più disumanizzato” – ha concluso Pagano – perché “è fallita la politica che riconosce solo il valore della forza e dell’astuzia e c’è bisogno di una politica ponga sopra di tutto un ordine di valori morali” e perché “la politica morale ha come presupposto che vengano formate persone che sappiano pensare con la propria testa, quindi autonome e pronte a ribellarsi al male nel mondo”.