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A Levanto la storia del ‘campione senza gloria’: alla Cava va in scena “Piacere… Carlo”

Venerdì 4 settembre il monologo di Alessandro Albertini ripercorre l’epopea di Carlo Airoldi, il maratoneta tradito dal sogno olimpico. Una serata nel ricordo di Enzo Di Paola.

Ci sono vicende umane che il tempo rischia di dimenticare e altre che attendono solo la cornice giusta per tornare a far riflettere. C’è un forte valore evocativo nella scelta della Cava di marmo rosso di Levanto come palcoscenico per uno spettacolo che parla di fatica, polvere, orgoglio e ingiustizia sportiva. Venerdì 4 settembre, alle 21, andrà in scena “Piacere… Carlo. Una storia italiana”, monologo ideato e narrato dall’attore Alessandro Albertini su testo di Geppina Sica. L’evento è organizzato dall’associazione culturale “Le Metamorfosi dell’Acqua” con il patrocinio del Comune di Levanto.

Al centro del monologo c’è la figura iconica e sfortunata di Carlo Airoldi, maratoneta lombardo di fine Ottocento, passato alla storia come il “campione senza gloria”. Nel 1896, deciso a partecipare alla prima Olimpiade dell’era moderna ad Atene, Airoldi compì un’impresa al limite dell’impossibile: percorse a piedi i circa 1.300 chilometri che separavano Milano dalla capitale greca, marciando per 28 giorni di fila. Una volta arrivato a destinazione, fu però escluso dalla competizione dal Comitato Olimpico guidato da Pierre de Coubertin: la motivazione risiedeva in un premio in denaro (poche lire) intascato in una precedente gara tra Milano e Torino, motivo per cui non venne considerato un “dilettante puro”. Una beffa che negò ad Airoldi il podio, consegnandolo tuttavia alla leggenda dello sport popolar-romantico.

Oltre allo spessore narrativo, la serata di venerdì riveste un profondo valore comunitario ed emotivo: la rappresentazione è stata promossa per commemorare l’anniversario della scomparsa di Enzo Di Paola, figura molto stimata nell’ambiente teatrale locale ed elemento prezioso per la nascita del progetto. “Grazie a Enzo Di Paola per la voce”, recita la locandina dell’evento, richiamando la traccia e la presenza immateriale, ma tangibile, lasciata dall’attore scomparso all’interno dell’opera. Una scelta che si intreccia con il filo conduttore della serata: “Ci sono storie già raccontate… Poi ci sono storie da continuare a raccontare”. L’appuntamento è a ingresso gratuito.