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Fiati al tramonto, la musica dell’orchestra di Levanto incanta Montenero

Gli oboe, i bassotuba, i flauti, i sax, i clarinetti, le trombe imbottite nelle loro custodie salgono, piano piano, al ritmo del trenino dell’uva. I musicisti rimangono un po’ a occhi sbarrati sulla monorotaia, prima di incamminarsi lungo il sentiero. Sembrano semplici turisti, escursionisti. Sul sagrato della Madonna di Montenero si trasformano ed è un trionfo di eleganza in nero, abiti lunghi, camicie e tacchi a spillo. È l’Orchestra di Fiati Città di Levanto, composta da una cinquantina di giovani musicisti e diretta dal Maestro Andrea Bracco, ad accompagnare il calar del sole davanti a un pubblico numeroso e attento. “September” degli Earth, Wind and Fire apre il ricco programma. “Te la ricordi quella notte? Inseguivamo le nuvole, i nostri cuori battevano”. Non ci sono parole, solo fiati, ma l’atmosfera è quella della serata indimenticabile descritta dal testo. “Sta calando il sole, silhouette ballano sul prato. È un concerto arrangiato per l’occasione – spiega il direttore Bracco – un po’ jazz, un po’ contemplativo, dove la musica si fonde con la partitura naturale di questo luogo. È uno scenario speciale, non un palco qualsiasi, non un auditorium qualsiasi, qui ci si deve arrivare. È stato veramente emozionante vedere partire questi strumenti ingombranti su questo trenino che fa rumore e procede molto lento. Siamo arrivati con una lunga passeggiata su sotto il sole, cosa non semplice. Ma ci si gode subito il panorama. Siamo partiti nel pomeriggio e abbiamo aperto in un silenzio rispettoso. Una meraviglia. Il pubblico così interessato ha contribuito alla magia di questa cornice. Grazie all’Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre, che ci ha permesso di essere qui, grazie ai massari che custodiscono questo luogo dell’anima, grazie alla Cantina Sociale che ci ha aiutati con il trenino”.