"capomaggio diventerà imprescindibile"
|Turati: “Vittoria che meritavamo, ma c’è tanto margine. Dal mercato speriamo di aggiungere 2-3 elementi che spostino gli equilibri”
L’allenatore soddisfatto dopo il successo: “Ora la Coppa, io amo giocare. Sputeremo sangue, è quello che vuole questa gente”
“Per il risultato siamo sicuramente contenti, in primis per aver dato gioia alla gente di Spezia, ma anche perché questi ragazzi lo meritano per l’impegno messo oggi. Sappiamo che dobbiamo migliorare tanto tanto, mettere dentro qualcosa di più sia fisicamente, sia per conoscenze”. Parla così Marco Turati dopo il successo sul Campobasso, il primo del campionato dello Spezia. Un 1-0 che ha visto una crescita della squadra, meritato sul campo. “Noi abbiamo l’obbligo di mettere dentro di più, perché quando abbiamo avuto l’opportunità di lavorare nei minimi dettagli abbiamo fatto molto bene, come in coppa, ma quando usciamo dal piano gara non siamo ancora quella squadra che sa gestire. Siamo molto giovani, tanti ragazzi sono alla prima esperienza tra i pro, ma serve capire maggiormente i dettagli che in ogni partita cambiano”, dice in conferenza.
Una prima in campionato dopo l’esordio in Coppa in casa, che ha regalato un palcoscenico da brividi: “Il Picco è la nota migliore di questa serata. Il pubblico è stato magnifico. Ho fatto già un anno in B qui, uno in A ma condizionato dal Covid e senza pubblico. Oggi la cornice è stata emozionante, non solo per me ma per tutta la squadra e lo staff. Ci hanno spinto e sostenuto, facendo sì che negli ultimi minuti di sofferenza la squadra rimanesse concentrata. Penso inoltre che la mia squadra se sarà brava a mettere sempre il cuore oltre l’ostacolo, dimostrando alla gente di avere anima, indipendentemente dal risultato finale ci apprezzeranno tantissimo e vogliamo dargli soddisfazioni”. Poi sul rigore, una spiegazione di quanto accaduto: “Abbiamo chiesto il Var per un ipotetico cartellino rosso. Abbiamo un piccolo tablet in panchina che era molto in ritardo, ma i miei calciatori mi avevano chiesto se si potesse spendere la card. Non avevo avuto l’opportunità di vederlo prima”.
Sugli scudi diversi dei giocatori schierati, tra cui un Kevin Bright all’esordio dall’inizio: “Oggi abbiamo cambiato diversi interpreti, abbiamo messo dentro Bright viste anche le condizioni di Joselito e Candelari. Lo abbiamo rischiato, si era allenato col contagocce per giorni ma gli ho dato un’opportunità perché la meritava. Penso che Kevin sia il centrocampista che ha caratteristiche uniche in questa squadra: ha qualità di inserimento, è fisico ma dinamico, può darci una grandissima mano. Vi posso garantire che è ancora al 50%, può fare molto di più. Abbiamo avuto il 60% di possesso ma potevamo fare meglio in rifinitura e gestione, ma avendo un calciatore come lui che ha poche conoscenze del gruppo ci viene complicato. Ma siamo qui per migliorare e crescere, la cosa che mi interessava di più era far vedere al pubblico che abbiamo un’anima oltre le difficoltà”.
Ma a convincere sono in tanti, dai giovani come Cardinali e l’esordiente Fontanarosa, fino a quel Capomaggio che alza il livello in rosa: “Cardinali penso sia l’emblema del cuore di cui ho parlato. Lui e Cancellieri penso abbiano speso ogni goccia di sudore che potevano spendere e ne sono veramente contento, hanno asfaltato la fascia. Capomaggio è un calciatore diverso, ha un altro temperamento. È entrato in una squadra giovane, ci serve la sua esperienza, il carisma, la garra che gli ammiro moltissimo. Dopo un’ora è andato in apnea ma non potevo toglierlo e mi ha dimostrato un attaccamento clamoroso. Dobbiamo farlo crescere in un ruolo fondamentale, facendogli capire nei minimi dettagli e diventerà imprescindibile per noi. Di Oyono sono contentissimo: è un ragazzo forte, ha fatto solo due allenamenti con noi ma mi ha dato tutto. È lontanissimo da quello che gli chiedo ma mi interessava che desse il massimo e lo ha fatto. Migliorerà, ha doti fisiche importanti e oggi lo ha fatto vedere. Siamo contentissimi per l’esordio di Fontanarosa: volevo premiarlo, è un giovane che a volte nemmeno si è allenato con noi perché non aveva spazio, ma che giocando anche cinque minuti mi ha dimostrato che è vivo. Dà l’anima e si meritava questa soddisfazione. Poteva fare gol, lo speravamo, ma purtroppo è andata così”.
Uno Spezia che tornerà in campo già mercoledì, per il turno di Coppa contro il Vado. Pochi giorni per preparare la sfida, con il mercato di mezzo che regalerà gli ultimi colpi: “Io amo giocare”, conclude Turati. “Che ci sia un’altra partita in Coppa Italia è una bella cosa, specialmente dentro casa nostra. Sarà un’occasione per metterci in mostra, chiaramente avrei preferito farla in un’altra situazione. C’è il mercato aperto, giocatori che vanno e vengono, e non è facile preparare le partite. Lo sappiamo ma dobbiamo farcene una ragione. Sputeremo sangue anche mercoledì, sicuramente. Poi ci prepareremo per la Sambenedettese, una squadra che ha un pubblico splendido, sarà un banco di prova. Sul mercato la società sa cosa serve, sta lavorando giorno dopo giorno. Abbiamo tanti giocatori in uscita e ci saranno diversi movimenti, sperando che nelle ultime ore arrivino quei 2-3 giocatori che possano spostare gli equilibri della squadra”.



