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“Turismo? Molti soldi per pochi, molto disagio per molti”
Buongiorno,
vorremmo esprimere il nostro totale disappunto per il modo in cui viene gestito e soprattutto celebrato il turismo nella nostra città. Ogni volta che si parla di turismo sembra che dovremmo essere tutti entusiasti perché “porta ricchezza”. Ma sarebbe interessante chiedersi a chi porta questa ricchezza e, soprattutto, chi paga il conto.

Una nave da crociera che scarica nell’aria una quantità impressionante di fumo nero, proprio davanti alla città. Un’automobile con targa straniera parcheggiata in un posto riservato ai residenti e lasciata lì per dieci giorni. Sacchetti della spazzatura abbandonati per strada: e questi sono soltanto alcuni esempi. Nel frattempo, per chi qui ci vive tutto l’anno, il turismo significa sempre più spesso: affitti diventati proibitivi; appartamenti sottratti alla residenza per essere trasformati in affitti turistici; locali e ristoranti pensati sempre più per il visitatore occasionale che per chi vive qui; prezzi assurdi anche per beni e servizi elementari; traffico e parcheggi introvabili; strade e spazi pubblici sempre più congestionati; maggiore sporcizia e maggiore pressione sui servizi; e, permettetemi, anche una progressiva perdita del rispetto per una città che dovrebbe essere prima di tutto una città e non un gigantesco parco divertimenti.

Possiamo anche arrivare al punto di vedere persone passeggiare in bikini in Via Prione e considerarlo semplicemente il “prezzo da pagare” per il turismo. Io invece credo che non sia affatto così: non ho nulla contro chi viene a visitare la nostra città. Il problema è un modello di turismo che trasforma ogni spazio, ogni casa e ogni attività in una fonte di guadagno per chi può permetterselo, mentre ai residenti rimangono i costi e i disagi. Si continua a parlare degli enormi benefici economici generati dal turismo: benissimo ma allora sarebbe altrettanto interessante conoscere quanto di questa ricchezza rimane realmente alla comunità e quanto finisce nelle tasche di proprietari, grandi operatori, società immobiliari e attività costruite esclusivamente sull’afflusso turistico.

Perché un caffè a 1,50 euro può anche essere presentato come un dettaglio insignificante. Un ristorante che vive esclusivamente di turisti può essere presentato come una nuova opportunità economica. Una nave da crociera può essere fotografata come simbolo di prosperità. Ma quando si sommano affitti alle stelle, traffico, inquinamento, sporcizia, perdita di parcheggi, aumento dei prezzi e progressiva trasformazione della città in una destinazione turistica, diventa legittimo domandarsi se questo sia davvero sviluppo. Oppure se sia semplicemente un trasferimento di ricchezza e di qualità della vita dai residenti a chi sul turismo guadagna. Non credo che una città debba essere contro i turisti, credo però che dovrebbe essere prima di tutto dalla parte di chi ci vive.
E oggi, francamente, non ho affatto questa impressione.

Cordiali saluti

Lettera firmata