220 presenze e 10 gol
|Vignali, l’ultimo addio allo Spezia: vent’anni dopo, il sogno finisce
Se ne va forse il più simbolico della “Generazione Ferdeghini”. Una storia lunga due decenni, con tanti alti e qualche basso, che si chiude come nessuno avrebbe voluto
Ha lasciato lo Spezia per la terza, e probabilmente ultima, volta. Da qualche ora Luca Vignali è ufficialmente un nuovo giocatore della Virtus Entella, con cui ha firmato un contratto di due anni. Se ne va così, stavolta davvero, dalla squadra della sua città. Duecentoventi partite e dieci gol dopo, da nono giocatore più presente nella storia del club. Una storia cominciata quando aveva appena sei anni, a Bragarina, entrando nell’Academy dello Spezia e crescendo con quella maglia addosso. Fino all’esordio in Serie B, da ventenne, lanciato da Mimmo Di Carlo. Con quel gol, il primo, che avrebbe contribuito a costruirgli una carriera che forse, senza quel pallone finito in rete, avrebbe preso una strada diversa.
Il prestito alla Reggiana, poi il ritorno a casa e una crescita progressiva, fino a diventare sempre più importante. Fino a quel colpo di testa su Ardemagni che, in una notte indimenticabile, valse una Serie A. Un anticipo diventato quasi più epico nella memoria che concreto per ciò che rappresentò, ma rimasto comunque uno dei fotogrammi più belli della sua storia in maglia bianca. Poi la Serie A, l’esordio nella massima categoria e l’addio. Il livello si era alzato, forse troppo, e per Vignali arrivò il momento di lasciare nuovamente lo Spezia. Il passaggio al Como, una prima stagione importante, quindi il ritorno al Picco nel momento del bisogno. Una Serie B da salvare, con il suo contributo, e una salvezza conquistata anche grazie a lui. Quella stessa Serie B che oggi non c’è più è diventata, invece, una delle ragioni del suo addio definitivo.

Vignali ha fatto in tempo a raggiungere quota 200 presenze con lo Spezia in una cornice che non poteva essere più particolare: il derby contro la Sampdoria. Il giorno prima, però, era successo qualcosa che lo aveva colpito profondamente. A Follo, il confronto acceso con una parte della tifoseria, una birra lanciata e tante accuse. Un episodio rimasto lì, sedimentato, e tornato a galla anche nei giorni più difficili di questa separazione. Perché Luca non sarebbe voluto andare via. Ma la storia, stavolta, racconta un’altra cosa. Forse allo Spezia non c’era più spazio per lui, forse le strade si erano semplicemente consumate. Difficile sapere quanto ci sia dell’una o dell’altra ragione. Quel che resta, però, è una storia lunga vent’anni che merita di essere ricordata per intero e non soltanto per il suo ultimo capitolo.
Anche perché l’ultimo capitolo non è stato quello che Vignali, e probabilmente nemmeno lo Spezia, avrebbero immaginato. Un anno fa aveva scelto di rinnovare per una sola stagione, venendo incontro alle esigenze del club. “Ho dato continuità a un sogno”, aveva detto. Quel sogno, adesso, si interrompe. Non per la prima volta, ma con la sensazione che questa possa essere davvero l’ultima. Vignali continuerà a giocare in Serie B, con la Virtus Entella. E magari il calcio gli regalerà presto la possibilità di tornare al Picco da avversario, di rivedere quella maglia dall’altra parte, di misurarsi con il club che lo ha cresciuto e accompagnato per gran parte della sua vita. Sarebbe strano, ma al momento della firma sul nuovo contratto lo avrà pensato, Luca. Con la speranza di riuscirci.






