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Attenti al falso Inps: la truffa ora si fa aiutare dall’intelligenza artificiale

Sms, siti clonati e persino un selfie: il CERT-AgID lancia l’allarme su una nuova campagna di smishing che punta a raccogliere dati personali e documenti. I messaggi imitano fedelmente quelli dell’Istituto e conducono le vittime in un percorso in cinque passaggi.

La truffa corre via sms e questa volta ha un’arma in più: l’intelligenza artificiale. Il CERT-AgID, la struttura dell’Agenzia per l’Italia Digitale che monitora e coordina la risposta alle minacce informatiche rivolte alla Pubblica amministrazione, ha segnalato una nuova e particolarmente insidiosa campagna di smishing che sfrutta il nome e l’identità grafica dell’INPS. Il meccanismo è quello ormai collaudato: sul telefono arriva un messaggio che invita a verificare i propri dati con il pretesto di garantire la continuità nell’erogazione dei servizi. Nel testo compare un link che conduce a un sito contraffatto, costruito per assomigliare il più possibile al portale ufficiale.

La novità, osservata dal CERT-AgID l’11 agosto, è un sistema di verifica basato sull’intelligenza artificiale. La vittima viene accompagnata attraverso un percorso articolato in cinque fasi, durante le quali i truffatori arrivano a chiedere dati anagrafici, documenti d’identità, buste paga, Cud e persino un selfie. Un’evoluzione delle campagne già individuate nei mesi scorsi, nelle quali cambiavano soprattutto il pretesto e gli importi richiesti, mentre restava invariato l’obiettivo: impossessarsi di informazioni personali e finanziarie. Già a luglio il CERT-AgID aveva segnalato messaggi che riproducevano nome, logo e grafica dell’INPS e indirizzavano gli utenti verso pagine web contraffatte, in alcuni casi presentate come la sezione “Visualizzazione indebiti” del portale istituzionale. L’Inps ribadisce alcune regole fondamentali. L’Istituto non invia SMS o e-mail contenenti link per confermare dati personali o ottenere rimborsi. Per accedere ai propri servizi è quindi necessario passare direttamente dal portale ufficiale, evitando i collegamenti ricevuti tramite messaggio.

Occhio anche all’indirizzo del sito: quello ufficiale è inps.it. I truffatori possono creare domini molto simili, giocando su piccole variazioni del nome, come “insp”, “ipns” o “inpis”, proprio per confondere chi naviga. In caso di SMS sospetto, la regola è semplice: non cliccare e non inserire alcun dato. Il messaggio può essere confrontato con gli esempi pubblicati dall’INPS nel proprio vademecum antitruffa. L’Istituto segnala inoltre i domini fraudolenti per consentirne il blocco, ma il contrasto è una corsa continua: i truffatori possono aprire nuovi siti o riattivarne di vecchi modificando contemporaneamente testi e modalità della campagna. Il consiglio, dunque, vale soprattutto quando il messaggio sembra particolarmente credibile: proprio il fatto che assomigli a una comunicazione ufficiale non significa che lo sia.