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Cinque Terre
|Recuperati muretti a secco lungo il tratto iniziale dello storico sentiero che da Monterosso sale a Soviore
Completato alle Cinque Terre, in località Balanello, l’intervento di recupero dei muretti a secco lungo il tratto iniziale del sentiero 509, collegamento che da Monterosso sale verso il santuario di Nostra Signora di Soviore. L’intervento, realizzato dal Parco nazionale delle Cinque Terre per un valore complessivo di circa 90 mila euro, si inserisce nelle attività dell’ente dedicate alla manutenzione e al recupero della rete sentieristica e del patrimonio dei muri a secco.
Il tratto interessato dall’intervento prima dei lavori.
“L’intervento del Parco in località Balanello ha restituito la fisionomia originaria al tratto che da Monterosso sale verso il Santuario di N.S. di Soviore – si legge in un comunicato del Parco nazionale -. È uno dei sentieri storici delle Cinque Terre, percorso nei secoli come via di collegamento e di pellegrinaggio verso il Santuario, sopra Monterosso al mare, il più antico della Liguria, citato già in un documento del 1225. Un legame tra percorso e Santuario che conserva ancora oggi il suo valore: il 15 agosto ricorre la Festa del Santuario di N.S. di Soviore, tradizionale momento di devozione e incontro che richiama fedeli e pellegrini. Il sentiero REL n. 509 conserva ancora oggi, nei suoi manufatti, i segni della sua importanza. Lungo il percorso, in particolare nel tratto in località Balanello, imponenti muri a secco sostengono i terrazzamenti e accompagnano il tracciato: opere costruite nel tempo attraverso la conoscenza del territorio e della pietra, che costituiscono una parte essenziale del paesaggio storico delle Cinque Terre. Negli anni alcuni di questi muri avevano subito crolli e danneggiamenti, anche a seguito di eventi meteorici intensi, modificando progressivamente la fisionomia originaria del percorso. Su questo tratto è intervenuto il Parco nazionale delle Cinque Terre, con un’opera di recupero e ricostruzione dei muri a secco”.
L’intervento ha interessato circa 130 metri lineari di muri a secco, per una superficie complessiva di circa 350 metri quadrati, recuperando le murature che accompagnano e sostengono questo tratto dello storico percorso. “La ricostruzione è stata eseguita secondo le tecniche tradizionali della muratura a secco, rispettando caratteristiche e funzioni delle strutture preesistenti – proseguono dall’ente -. È stata utilizzata pietra arenaria e, per gli elementi drenanti, materiale già presente in loco, mantenendo la permeabilità dei terreni e la capacità dei muri di accompagnare il naturale deflusso delle acque. Particolare attenzione è stata posta nel ricostruire l’assetto a terrazzamenti che caratterizzava il versante, recuperando la continuità delle murature e restituendo al percorso la sua fisionomia originaria”.
“L’intervento ha restituito la fisionomia originaria del tratto – sottolinea il presidente del Parco, Lorenzo Viviani –. Alle Cinque Terre è spesso difficile separare l’utilità dalla bellezza: opere nate per sostenere i terreni e rendere percorribili i versanti sono diventate nel tempo parte del paesaggio. Il 509 e il Santuario di Soviore rappresentano inoltre un patrimonio che non è soltanto storico e monumentale, ma conserva un forte valore spirituale, ancora vivo nella comunità e nei pellegrinaggi che continuano a percorrere questa antica via”.


