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La nuova tappa di Ciocci: “Spezia mi fa uscire dalla comfort zone. Ed è la piazza giusta per spiccare il volo”

Il nuovo portiere si presenta: “So che in questo momento ho Micai davanti, ma mi giocherò le mie carte. Per la mia carriera era necessario ripartire da altrove”

Per Giuseppe Ciocci lo Spezia rappresenta una prima volta. Non soltanto perché è la nuova tappa della sua carriera, ma perché, a 24 anni, il portiere sardo lascia per la prima volta il Cagliari, la società nella quale è cresciuto e con cui ha percorso tutta la sua strada nel settore giovanile fino al calcio dei grandi. Una scelta che Ciocci ha maturato anche pensando alla piazza e all’ambiente che ha trovato: “Sono venuto qui perché la piazza è molto importante. La qualità di vita della città poi incide qualcosa”, racconta sorridendo. “Questa piazza merita ben altri campionati, sto vedendo la voglia di rivalsa che c’è qui e se avessi dovuto pensare ad una squadra da raggiungere in Serie C sarebbe stato lo Spezia”.

La sua presenza va ad aggiungersi a quella di Alessandro Micai, che in questo momento rappresenta il riferimento principale tra i pali. Una situazione che Ciocci conosce bene e che, negli anni, ha sempre cercato di trasformare in un’opportunità di crescita: “Tutti i portieri che ho sempre avuto davanti mi hanno aiutato ad aggiungere qualcosa al sacco. Sono pronto ad imparare anche da Micai e dalla sua esperienza, sono a disposizione della squadra e quel che sarà sarà. In altri anni mi sono trovato con portieri davanti a me e sarà fondamentale prendere qualcosa anche da lui. Sono qui a giocarmi le mie carte, consapevole del portiere che ho davanti in questo momento”. Il nuovo portiere aquilotto dovrà inserirsi anche nelle idee di gioco di Marco Turati, che chiedono al numero uno una partecipazione attiva alla costruzione. Un aspetto sul quale Ciocci si sente preparato: “Il mister chiede ai portieri abilità a livello podalico per la costruzione dal basso, una cosa su cui sono preparato e pronto. Per il resto le sue idee sono in linea con le mie, lavoreremo bene”.

La novità più grande, però, sarà soprattutto fuori dal campo. Per la prima volta Ciocci si allontana da quella che per tutta la vita è stata casa sua. “Spezia per me deve essere l’uscire dalla mia comfort zone di Cagliari. Ho fatto il settore giovanile lì, ho fatto tutta la carriera lì al di là di qualche prestito, ma in questo momento della mia carriera era necessario prendere e andare altrove. È il momento giusto per provare a spiccare il volo e qui è il posto giusto”. Una scelta che porta con sé anche l’impatto di una piazza che Ciocci ha già iniziato a conoscere, a partire dal Picco e dalla risposta del pubblico alla nuova stagione. “Il Picco l’ho visto, un grandissimo stadio. Ho visto che tantissimi hanno rinnovato l’abbonamento e c’è grandissima partecipazione da parte di tutta la città, e fa piacere. Spero di vederlo il più pieno possibile per sostenerci in questa annata che ci auguriamo ci dia tante soddisfazioni”.

Infine, il ritrovo con una figura che Ciocci conosce già bene. Guido Angelozzi è stato infatti uno degli elementi che hanno accompagnato la sua esperienza al Cagliari e ritrovarlo a Spezia ha contribuito a rendere più familiare il passaggio in una realtà completamente nuova: “Il direttore è una persona con un’umanità immensa. È difficile nel mondo del calcio trovare persone che abbiamo un determinato modo di parlare e la sua schiettezza. Mi piace molto il rapporto che si è creato con lui dall’anno scorso e sono contento di averlo ritrovato qui”.