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Angelozzi nel 2026 come nel 2018: il gruzzoletto arriva anche cedendo i giovani

Mascardi, Ferrazza, ora anche Lontani come i Corbo, Mulattieri e Benedetti di quasi dieci anni fa: il direttore, in attesa di sbrogliare la matasse dei big, incassa dagli Under

C’è un tesoro che Guido Angelozzi ha imparato a cercare proprio quando allo Spezia i margini economici si restringono: quello nascosto nel settore giovanile. È lì che il direttore sportivo sta tornando ad attingere in queste settimane di mercato complicato, con i giocatori più pesanti ancora bloccati e la necessità di trovare risorse per completare la squadra di Marco Turati. Il primo di questi affari è ormai vicino alla chiusura: Giuseppe Aurelio è destinato al Cagliari per 800mila euro più il cartellino del portiere Giuseppe Ciocci e già domani si recherà in Sardegna. Un’operazione che permetterà allo Spezia di incassare denaro fresco, ma che non risolverà il problema principale di Angelozzi. Il vero nodo resta infatti quello delle uscite dei calciatori con stipendi fuori portata e non più parte del progetto tecnico, situazioni molto più complesse da sbloccare e che, finché resteranno ferme, continueranno a frenare anche gli ultimi ingressi necessari per completare la rosa.

E allora Angelozzi ha rispolverato una strada che conosce bene. Una strategia già utilizzata nella sua seconda esperienza spezzina, tra il 2018 e il 2020, quando il club aveva dovuto fare i conti con una disponibilità economica molto più limitata rispetto agli anni precedenti. Anche allora, prima ancora di poter costruire, bisognava trovare il modo di respirare. E il direttore lo fece valorizzando e cedendo alcuni dei migliori giovani del Ferdeghini. Nel 2018 arrivarono così alcune delle basi economiche dello Spezia che, poco più di un anno e mezzo dopo, avrebbe conquistato per la prima volta la Serie A.

Samuele Mulattieri, appena affacciatosi in prima squadra e già andato a segno, fu ceduto all’Inter per un milione e mezzo di euro. Gabriele Corbo, allora considerato uno dei prospetti più interessanti del settore giovanile, passò al Bologna per 1,3 milioni. Poi Antonio Candela, che Angelozzi ha incrociato nuovamente in questa sessione di mercato e che nelle scorse settimane ha ceduto al Genoa per 700mila euro, dopo il suo esordio in Coppa Italia. E ancora Leonardo Benedetti, trasferito alla Sampdoria per 450mila euro al termine di un prestito biennale, e Niccolò Vaccarezza, all’epoca appena sedicenne, finito anche lui ai blucerchiati per 1,25 milioni. Oggi è il portiere della Pro Vercelli. Cessioni diverse per cifre e modalità, ma accomunate dalla stessa necessità: trasformare il patrimonio del vivaio in risorse immediate. Quelle operazioni permisero ad Angelozzi di dare ossigeno alle casse dello Spezia dopo la comunicazione di Gabriele Volpi, che aveva deciso di non investire più le cifre degli anni precedenti. Il direttore riuscì così a costruire una squadra competitiva anche attraverso intuizioni di mercato, fino alla cessione di David Okereke, già più pronto e formato rispetto agli altri, al Bruges per 8,16 milioni di euro. Una disponibilità economica che contribuì a costruire la squadra che, con Vincenzo Italiano in panchina, avrebbe poi trovato la storica promozione in Serie A.

Samuele Mulattieri (FIGC.it)

La situazione di oggi non è la stessa e sarebbe sbagliato sovrapporre completamente i due momenti, ma il meccanismo individuato da Angelozzi è simile. Se i giocatori più costosi non si muovono, bisogna cercare altrove le risorse per permettere al mercato di andare avanti. E il vivaio, ancora una volta, rappresenta una delle poche fonti immediatamente utilizzabili. Così, oltre a Diego Mascardi, ceduto al Torino per oltre un milione e mezzo di euro, ha lasciato lo Spezia anche Diego Ferrazza, attaccante della Primavera di Claudio Terzi, per una cifra intorno ai 200mila euro. A titolo definitivo è partito anche Lorenzo Lischetti, classe 2006 arrivato appena un anno fa e ora trasferito al Vado Ligure, che nella prossima stagione sarà anche avversario dello Spezia. Nei prossimi giorni toccherà a Matteo Lontani, arrivato dalla Juventus nel luglio 2025 in via Melara e convocato anche per il ritiro di Santa Cristina, destinato al Cesena. A questi si aggiungerà Riccardo Fontanarosa, mentre altri giovani hanno già trovato sistemazione in prestito. Leonardo Franchetti Rosada e MatteoLeonardo, nei prossimi giorni Andrea Bertoncini, Alessio Insignito e Gioele Conte affronteranno una stagione lontano da Spezia con l’obiettivo di giocare, crescere e soprattutto aumentare il proprio valore.

È un’altra forma di investimento. Oggi significa liberare spazio e, dove possibile, incassare qualcosa. Domani può significare ritrovarsi con un calciatore valorizzato e quindi con una nuova possibilità di mercato. Non tutti diventeranno plusvalenze importanti, naturalmente, e sarebbe un errore considerare ogni giovane come un futuro incasso. Ma in una fase nella quale il mercato dello Spezia è condizionato dalle mancate partenze dei giocatori più pesanti, anche le operazioni minori assumono un peso diverso.

Angelozzi sta quindi mettendo insieme euro uno alla volta, pescando dove il club ha ancora margine di manovra. Aurelio è l’operazione più consistente nell’immediato, Mascardi ha già portato una cifra significativa, ma intanto il direttore continua a muovere anche i pezzi più piccoli della rosa. È il modo per tenere aperto il mercato mentre si aspetta che si sblocchino le situazioni che, per valore economico e ingaggi, possono davvero cambiare il volto dello Spezia. È una strategia che Angelozzi conosce già: quando il denaro non è sufficiente, bisogna trovarlo dove gli altri vedono soltanto prospettiva. E per lo Spezia, oggi, quella prospettiva passa ancora una volta dal Ferdeghini.