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Una serata tra tele, racconti e pagine dimenticate di storia locale
|Garibaldi torna a Le Grazie: il marinaio, l’eroe e la memoria di un borgo
La Festa dell’emigrante del 9 agosto intreccia arte, storia e testimonianze per raccontare il legame tra l’Eroe dei Due Mondi e Porto Venere.
Giuseppe Garibaldi torna simbolicamente alle Grazie, il borgo che ne conserva ancora oggi numerose tracce e testimonianze. Sarà lui il protagonista dell’edizione 2026 della Festa dell’emigrante, l’appuntamento organizzato dalla Pro Loco delle Grazie e dal Cantiere della Memoria, in programma domenica 9 agosto alle 21 nella pineta dei giardini centrali.
Una serata dedicata alla figura dell’Eroe dei Due Mondi, riletta attraverso il suo rapporto con il mare, la navigazione e il territorio di Porto Venere. Un viaggio tra storia, immagini e creatività che avrà al centro la mostra di pittura realizzata dagli allievi della scuola Soloarte di Raffaella Gragnano: 36 giovani artisti hanno interpretato Garibaldi attraverso opere su tela olona e la realizzazione di un grande lavoro collettivo dedicato alla sua figura.
L’iniziativa nasce otto anni fa per volontà della Pro Loco e del Cantiere della Memoria con un duplice obiettivo: mantenere vivo il legame con i graziotti emigrati all’estero e ricordare quanti, arrivati da altri luoghi, hanno contribuito alla crescita della comunità. Quest’anno la scelta è caduta su un personaggio profondamente radicato nella storia locale: Garibaldi è infatti ricordato con una scuola, una via, una piazza, una batteria militare e due lapidi commemorative.
Il percorso proposto durante la serata restituirà però soprattutto il volto meno conosciuto del generale: quello del marinaio e del navigatore. A raccontarlo sarà Davide Gnola, direttore del Museo della Marineria di Cesenatico e autore di studi dedicati alla vita sul mare dell’Eroe dei Due Mondi. La sua figura sarà ricostruita anche attraverso gli episodi che lo videro protagonista nel territorio spezzino.
Garibaldi arrivò a Porto Venere nel 1849, dopo la caduta della Repubblica romana, cercando di sfuggire alla cattura austriaca. Tornò al Varignano nel 1862 come prigioniero illustre e ferito dopo lo scontro dell’Aspromonte, quando il governo italiano fermò la sua marcia verso Roma. Sempre al Varignano fu poi arrestato nel 1867, dopo la sconfitta di Mentana contro le truppe pontificie sostenute dai francesi, prima dell’ultimo ritorno a Caprera.
La serata vedrà anche il contributo del giovane studioso Leon Carassale, 14 anni, impegnato in una ricerca sulle presenze garibaldine a Porto Venere e al Varignano e nella ricostruzione delle vicende dei volontari locali. Non mancheranno momenti musicali con la cantautrice Eva Sole e sorprese in stampa 3D dedicate a Garibaldi curate da Alessandro Conzo.
A guidare gli interventi sarà il giornalista Corrado Ricci, fondatore del Cantiere della Memoria. La mostra proseguirà poi negli spazi del Cantiere della Memoria fino al 13 settembre, trasformando la Festa dell’emigrante in un’occasione per riscoprire un capitolo della storia del borgo sospeso tra mare e identità.


