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Cultura, il Pd si schiera con artisti e operatori: “Alla Spezia serve un nuovo patto per la partecipazione”

Nei giorni scorsi artisti, intellettuali e operatori culturali sono intervenuti nel dibattito cittadino per sollecitare una riflessione sulle condizioni critiche che sta vivendo il mondo culturale locale. L’obiettivo che si sono posti è organizzare a breve una manifestazione di due giorni che restituisca finalmente visibilità a quel patrimonio comune fatto di ricerca artistica, lavoro quotidiano, impegno individuale e associativo, pratiche formali e informali, sperimentazione e pubblico, che trova sempre meno spazi e opportunità di partecipazione e di espressione nella nostra città. “Il lungo ciclo dell’egemonia neoliberista ha investito pure il campo dell’arte e della cultura, tendendo a ridurlo alle logiche del mercato, dell’intrattenimento e della direzione ‘dall’alto’ (basata sul privato) – spiega il segretario provinciale del Pd, Marco Baruzzo -. Riteniamo che le scelte di esternalizzazione in campo culturale operate anche alla Spezia ed indicate criticamente dagli estensori dell’appello rientrino in quest’ottica”.

Continua Baruzzo: “Conta rimarcare che nella suddetta logica di esternalizzazione si inscrivono, per esempio, il cambio di destinazione d’uso, di fatto, del Centro Allende, che ad oggi ha privato di uno spazio pubblico espositivo e culturale accessibile, vivace e radicato e che invece potrebbe essere recuperato a una funzione di programmazione di appuntamenti culturali per autori e artisti locali nell’inverno (mancano, ormai, le sedi in centro città), mantenendo per l’estate la funzione ricreativa per i giovani e di discoteca sotto le stelle (già presente nell’esperienza di “Boss”); oppure la gestione attuale del Camec che, al netto di certe occasioni e mostre apprezzabili, esclude del tutto dal proprio assetto scientifico e operativo l’obbiettivo di realizzare una programmazione stabilita tramite il coinvolgimento, o meglio, l’autogoverno – come troviamo scritto nell’appello – da parte di artisti, critici e storici dell’arte locali. Si tratta di rilanciarne il profilo di pinacoteca civica. In altre fasi, pur tra limiti e difficoltà, si cercò, dal lato dell’amministrazione, di affrontare simili finalità, insieme ad altre, costituendo un apposito “forum cultura”, che ebbe fra i suoi frutti la mostra “Generazioni. Gli artisti della città a confronto”.

In conclusione d’intervento Baruzzo ricorda di aver sollevato come Pd queste questioni “e favorito una riflessione critica su di esse da tempo (pensiamo allo specifico convegno del giugno 2025). Oggi sembra aprirsi una stagione di sofferta ricerca, approfondimento ed elaborazione ma anche di lotta in merito. Parliamo di un quadro che riprende il filo della mobilitazione di molti artisti in via Biassa, risalente al dicembre 2024. All’insegna di una reciproca autonomia, lo sforzo del Partito Democratico consisterà nel continuare a contribuire a tale ricerca comune e a pratiche collettive che rilancino il tema della partecipazione democratica nella politica culturale locale e la discussione a ciò dedicata”.