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Murati Vivi: “Rumori notturni dall’area militare, a Marola serve chiarezza su sicurezza e tutela dei residenti”

L’associazione denuncia forti rumori provenienti dalla zona dei sommergibili e chiede verifiche sul rispetto dei limiti acustici, sulle procedure di carico dei gas e sul futuro dell’ex Arsenale: “Sindaco, dove sei?”.

“Non basta negare l’accesso al mare, non basta essere reclusi da un corpo morto e inquinato, dove è scomparsa ogni forma occupazionale. Mentre il Palio del golfo ha ritrovato la protesta marolina, 15 anni fa battezzata dallo striscione Marola MurataViva, in queste notti Marola è deliziata da un concerto sublime. Rumori assordanti invadono le nostre case e impediscono lieti sonni. Da dove provengono? Ma dall’area militare naturalmente. Nello specifico dai due moli dove sono parcheggiate le unità sommergibili. Carico di gas, verosimilmente idrogeno”. Parola di Murati Vivi, l’associazione che a Marola tiene viva una battaglia per “liberare” il mare dalle diverse servitù militari esistenti: “Prima questione: possibile che le aree militari possano operare in deroga ai piani di zonizzazione acustica? Secondo il piano comunale spezzino, l’area di Marola ricade in classe III, quindi la soglia notturna di rumore non dovrebbe superare i 45 dB. Non trattandosi di un episodio isolata, sarebbe opportuno che, chi di dovere, verifichi e proceda a tutelare la salute dei cittadini. Tradotto: sindaco dove sei? Seconda questione: la sicurezza. Fatto salvo l’alibi di guerre a cui il nostro paese non dovrebbe essere partecipe (Art.11 della Costituzione), la sicurezza che ci preme riguarda le modalità di carico delle unità navali in questione. Esiste un piano di sicurezza delle autorità civili per le attività di carico di gas esplosivi? Sindaco dove sei?”

Per l’associazione ce n’è anche una terza di questione che affrontano: “Alla luce di questi episodi, alle condizioni di totale abbandono di 900.000 metri quadrati in cui sorge l’ex arsenale della Marina militare, alle gravi condizioni ambientali in cui versa, con la presenza della discarica di Campo in ferro, con le contaminazioni dei fondali, etc, ci domandiamo se chi rappresenta la nostra città intenda proseguire a mettere la testa sotto la sabbia, minimizzando le problematiche che Marola, e l’intera città, subisce, adducendo alibi campati per aria (guerre, situazioni internazionali, invasioni di marziani e minacce di UFO) oppure ritiene di fare rispettare le regole essenziale di una convivenza civile, di tutelare la salute dei cittadini, di lavorare per dare un futuro dignitoso al nostro territorio e una prospettiva di riacquisizione dell’accesso al nostro golfo. Ci piacerebbe attendere una risposta seria e costruttiva, ma temiamo che, allo stato attuale, la comunità marolina e spezzina, attenderà come Vladimiro ed Estragone nel dramma di Beckett. In attesa, la nostra denuncia verrà inviata alle autorità competenti”.