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Italia Viva attacca la giunta: “Marola è solo un punto della questione, il mare è negato a tutta la città”
“Da Marola alla città. Passato il Palio con il suo carico di guai, sportivi che sono fisiologici e consueti – e di sicurezza che sono una patologia tutta recente e vanno bene analizzati per le prossime manifestazioni di grande affluenza popolare – occorre tornare a riflettere sul rapporto problematico tra Spezia e il suo mare che inevitabilmente rispecchia il rapporto deludente tra l’amministrazione comunale delle destre e la marina militare.
Marola è un punto della questione, ma non la esaurisce, perchè, occorre dirlo chiaramente, il mare è negato alla borgata di Marola come lo è a tutti gli spezzini, borgatari o meno, in tutto il territorio comunale. E la questione resterà irrisolta per Marola sinché lo sarà per tutta la città”. Così Antonella Franciosi, presidente di Italia Viva La Spezia, che se la prende con l’amministrazione Peracchini parlando di indolenza amministrativa: “Le risposte evasive che rimandano come sempre a responsabilità altrui – questa volta a Putin e all’instabilità geopolitica mondiale – sono lo specchio di un atteggiamento sempre uguale assunto dal centrodestra nell’amministrare il nostro territorio. Scansare i problemi, inaugurare ristoranti, vivere il presente, dimenticarsi il domani”.

Continua Franciosi: “In questi nove anni non c’è stato un nodo relativo allo sviluppo della città e alla progettazione del futuro che sia stato affrontato. Non è un caso che non sia stato dato incarico di pensare un nuovo Puc, dopo aver lasciato maturare la decadenza della variante Federici del 2017 e che il piano regolatore spezzino sia sostanzialmente quello di vent’anni fa. L’amministrazione Peracchini – con responsabilità di tutte le sue componenti da Frija a Casati – evita con cura il confronto, anche al proprio interno, su ogni tema spinoso. E’ così su Calata Paita, è così per le preziosissime aree inutilizzate dell’Arsenale, è così per il disegno del fronte mare. E’ così per l’isolamento infrastrutturale del territorio – due temi a caso, Pontremolese e raccordo autostradale. E’ così sul futuro economico della città – area Enel, ad esempio. E’ così sul tema della sicurezza – facciamo un esempio, il ricorso agli steward. Dall’opposizione a questo modo di galleggiare sul presente, suggeriamo non per Marola, ma per la città, a Peracchini e alla autocandidata Frija di aprire un confronto serrato con il loro governo, intanto sulle aree militari inutilizzate. Ci sarebbe utile, prima della morte del centro storico, per iniziare da una cosa semplice, un parcheggio appena dietro le storiche mura dell’Arsenale che costeggiano il Lagora”.