evento extra il 9 in piazza de andre
|Per i Libri per Strada chiusura con “Il Piccolo Principe” in dialetto fra Sarzana e Carrara, domenica appuntamento speciale con Giovanni Lindo Ferretti
Grande successo anche per la quinta e ultimagiornata della rassegna letteraria Libri per Strada di Sarzana. La mattinata si è aperta con Due dialetti per un Piccolo Principe. Il lavoro di Massimo Pesucci, custode della lingua sarzanese, di traduzione del capolavoro sacro si combina con quello di Giovanni Pennucci, autore della versione in dialetto carrarese. I due hanno regalato al pubblico un’interpretazione intensa, pregna di emozione e ricordo, con l’ausilio delle voci narranti di Jonathan Lazzini e Asia Minniti. Eppure, nonostante l’apparente distanza tra i due mondi linguistici dell’opera originale e di queste vivaci traduzioni, Il Piccolo Principe acquista ancora più vicinanza e vita nel sentirlo narrare nei dialetti regionali, che per definizione sono lingua viva radicata nel territorio e nei suoi abitanti. Ad accompagnarli, la performance di disegno live di Marco Benvenuti e Stefano Sergiampietri.
Alle ore 18 il consueto storytelling, questa volta dal titolo Strittu, curato da Alessio Biagi. Un leggio e un microfono per dare vita ad una nuova storia, una storia di solidarietà, quella di Gaetano, padre di Salvatore Quasimodo, un capostazionetrasferito di punto in bianco sullo stretto di Messina, testimone di un inquietante terremoto. Un affetto paterno, quello di questa storia, pari a quello di Alessio per la propria figlia.
A seguire, il talk Nel nome di John Fante. Alessio Biagi ha conversato con Daniele Pignatelli, che lo conobbe per la prima volta in un corso di scrittura creativa, discutendo del lavoro del noto autore americano, delle influenze su Biagi, nonché delle attinenze con il progetto della iconica libreria itinerante Chiedi alla Polvere –che prende nome proprio dal titolo di un romanzo di Fante.
Giuseppe Festa, scrittore di successo e membro della band tolkeniana Lingalad, ha conversato con Valentino Giannini presentando la nuova pubblicazione La danza del lupo (Longanesi, 2026). Un giallo che ha sullo sfondo una natura selvaggia, in cui si condensa tutta la passione e la profonda conoscenza dell’autore dell’ambiente naturale ed i suoi animali. Emozionante assistere a tanto entusiasmo nel narrare esperienze uniche e di cui spesso dimentichiamo la bellezza.
In una cultura che ha per secoli tramandato l’immagine del lupo cattivo, Giuseppe Festa ci ricorda di non cadere nell’errore di giudicare questa specie con i parametri umani. La convivenza non è facile, e superare il terrore ancestrale del lupo non è semplice: ma ciononostante vuol dire che non si possa tentare.
La seconda parte della serata si è aperta con l’autore Fabio Deotto, in dialogo con Ludovica Marinaro, ricercatrice di architettura del paesaggio presso l’università di Napoli. L’autore ha presentato la sua nuova pubblicazione Come ne usciremo (Bompiani 2025). Il libro è un’opera corale di speculative non-fiction, categoria peculiare basata sulla fusione di fatti reali, ricerca e dati con elementi di ipotetici scenari futuri. Il 2040 è finalmente arrivato, ma il mondo non è ancora finito. Questo significa che siamo al sicuro? O ci stiamo solo dimenticando come siamo arrivati fin qui?”

A seguire, Namárië, un arrivederci in lingua elfica, in poche parole il saluto degli organizzatori e un arrivederci fino alla prossima edizione 2027. Alle ore 22:45, sulla medesima linea dei saluti, Lingalad, il concerto live con Giuseppe Festa, chitarra, flauto e voce e Giacomo d’Alessandro, chitarra e voce. John Howe, premio Oscar per la scenografia ne Il Signore degli Anelli, ha in passato descritto così le performance della band: “La musica dei Lingalad assomiglia alla musica che potrebbe creare una foresta, o il sole crescente o una tempesta in avvicinamento”. Prossimo appuntamento speciale il 9 agosto in Piazza de Andrè: Valerio Barchi presenta il suo nuovo fumetto Il paese senza sentieri, storia del suo cammino nelle Terre Mutate, colpite dal terremoto del Centro Italia, e a seguire Giovanni Lindo Ferretti e Michele Petrucci presenteranno Tanno, loro recente creazione. “Quella di Tanno è un’autobiografia dei sentimenti, un viaggio fatto di parole e immagini che ripercorrono le tappe fondamentali della vita dell’artista e dell’uomo e, in parallelo, il suo rapporto ricco di stupore, fatica e tenerezza di fronte a questi maestosi e nobili animali”.


