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Lo scoppio di un petardo e le ordinanze non rispettate danneggiano la festa alla Morin: almeno in venti hanno chiesto soccorso

L’anno scorso il crollo di una parte della tribuna di autorità e stampa, l’utilizzo massiccio dei fumogeni e le tensioni successive alla gara dei senior avevano già posto qualche riflessione.

È ricoverato all’ospedale di Savona il giovane che ieri sera è rimasto gravemente ferito a una mano per l’esplosione di un petardo in Passeggiata Morin. La dinamica e le responsabilità sono in fase di ricostruzione da parte della Polizia di Stato e a quasi ventiquattro ore di distanza emerge qualche dettaglio in più su quanto accaduto. L’esplosione è avvenuta nell’area dei supporter del Cadimare pochi istanti dopo l’accensione di un fumogeno nero che ha annullato ogni visibilità. Poi dentro la coltre si è sentito lo scoppio.
Quando il fumo si è diradato era ormai troppo tardi: il 28enne era già ferito e soccorritori e forze dell’ordine hanno avuto il loro daffare per gestire la situazione. Quando la prima ambulanza è arrivata sul posto la visibilità era scarsa, il fumo ancora denso e lo scenario complesso: in molti urlavano, altri erano immobilizzati dalla paura. Tra questi anche un giovane col volto insanguinato e in stato di shock, che successivamente pulito e tranquillizzato non presentava ferite sul corpo. L’onda della deflagrazione ha investito anche altre persone che si trovavano nei pressi. Molti hanno riportato escoriazioni superficiali, altri lamentavano problemi di udito e si sono presentati al modulo di maxi emergenza presente in largo Fiorillo: una parte sono stati tenuti in osservazione e trasportati in Pronto soccorso, una parte si sono recati con mezzi propri all’ospedale.

Intervento alla Morin dopo lo scoppio del petardo

Dopo essere stato stabilizzato sul posto il 28enne è stato trasportato d’urgenza al Sant’Andrea della Spezia dove i medici hanno valutato le lesioni a quattro dita e ai timpani. Attorno alle 22.30 è stato trasferito con l’elicottero Grifo al San Paolo di Savona specializzato nella chirurgia della mano.
In totale sono venti le persone rimaste coinvolte e, oltre alla ricostruzione dell’episodio, una volta accertate le responsabilità potrebbero scattare provvedimenti: come previsto dall’ordinanza prefettizia, firmata nei giorni precedenti alle manifestazioni del palio, in tutta l’area era vietata la presenza di materiale esplodente di qualsiasi portata. Dove non arriva il provvedimento della prefettura c’è il Codice penale. Nel momento in cui si mette in pericolo l’incolumità delle persone possono scattare sanzioni fino alla detenzione.

Ieri in Passeggiata Morin, non erano solo petardi e fumogeni a essere vietati, ma anche consumo di alcolici da asporto, in qualsiasi tipo di contenitore. Più di un testimone ha riferito di aver notato girare per la passeggiata una tanica di vino dotata di rubinetto, non lontana dalle tribune delle autorità.
Piccoli gruppi sono stati notati con bottiglie di birra in vetro a camminare e sono stati fatti allontanare.
Con l’esplosione del petardo di ieri, l’interrogativo per il prossimo anno sarà incentrato sulla sicurezza e se fosse stato possibile evitare una situazione che poteva avere conseguenze ancora più gravi. L’anno scorso il crollo di una parte della tribuna di autorità e stampa, l’utilizzo massiccio dei fumogeni e le tensioni successive alla gara dei senior avevano posto qualche riflessione.