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“Giù le mani dal nostro mare”: Marola porta la protesta anche sul campo di regata. Tre giornate di Palio, tre giornate di contestazione

Il Palio del Golfo numero 101 sta per andare in archivio con il suo carico di emozioni. Questa sera a partire dalle 21, in piazza Europa, si svolgerà la cerimonia di premiazione dei vincitori delle tre categorie di voga e verrà svelato il nome della borgata vincitrice della sfilata.

Sarà l’epilogo di quattro giorni di eventi carichi di passione, ma anche di un’edizione che passerà alla storia come una delle più complicate, sia per le difficoltà organizzative sperimentate dal Comitato delle Borgate nel corso della stagione, sia per le proteste messe in campo dalla borgata di Marola per l’entrata in funzione della barriera anti intrusione della Marina militare nel varco della darsena Duca degli Abruzzi, chiudendo l’accesso al mare dalle 11.30 alle 14, dalle 16 alle 18.30 e dalle 20.30 alle 8.30.

Venerdì sera gli arancio amaranto hanno sfilato in silenzio, senza barca e senza la parata degli equipaggi, mescolati tra i paesani. Una decisione che non è passata inosservata e che ha raccolto il plauso di molti spettatori. Giunti davanti a Palazzo civico non si sono fermati per la cerimonia di riconsegna dei pali e hanno lasciato al loro posto lo striscione “Destinati a scomparire”.

Proprio in piazza Europa il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, intervistato da Tele Liguria Sud sull’argomento aveva spiegato che sono “scoppiate delle guerre e la Marina sta cercando di tutelarsi da eventuali attentati terroristici”. Il primo cittadino ha inoltre sottolineato le nove ore di apertura della barriera e ha assicurato che “il confronto con la Marina è costante”, ma che, come città, “dobbiamo anche pensare di rispettare le esigenze di sicurezza di questo periodo storico”.

Parole alle quali i marolini hanno replicato il giorno seguente, dopo essersi riuniti nell’area verde del paese, disertando la tradizionale Cena delle borgate e mettendo in atto il secondo capitolo della loro contestazione, coerenti con il silenzio e l’assenza della sera prima.

“Sembra che la guerra ci sia solo a Marola – ha affermato il capo borgata Andrea Buticchi -, mentre, come abbiamo detto altre volte, nel nostro Golfo ci sono obiettivi ben più sensibili dell’arsenale. Eppure queste limitazioni sono solo a Marola. A Taranto, Augusta e Brindisi ci sono porti militari e basi navali, ma anche a Tolone, e da nessuna parte c’è una barriera di questo tipo. Capiamo la situazione internazionale ma l’Italia non è in guerra e le limitazioni non possono essere solo a Marola. Continueremo la nostra battaglia sino alla fine, perché il nostro mare deve essere libero: il nostro mare non ce lo deve toccare nessuno”.

La posizione della borgata di Marola, che ha raccolto la solidarietà di altre borgate e di tante persone, anche attraverso i social network, è stata poi ribadita in un altro momento clou della manifestazione, in quello più importante.

Quando gli occhi di decine di migliaia di persone erano puntati sullo specchio acqueo antistante Passeggiata Morin in attesa del via della gara senior del Palio tra i barchini che segnalavano con i colori arancio amaranto la boa della corsia numero 10 è stato esposto lo striscione “Giù le mani dal nostro mare”, firmato, ovviamente, Borgata numero 13.

Un’altra protesta nel cuore della manifestazione, un’altra prima volta. Uno striscione di contestazione sul campo di regata non si era mai visto. Le critiche in passato sono state portate lungo la Morin o anche sulla banchina, ma non erano mai partite dal mare, in faccia alle autorità. Ma in questo caso è diverso, perché si parla proprio della sua fruibilità.

La protesta della Borgata di Marola

I marolini prima delle partenza per la Morin