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Dal decreto ingiuntivo da 14mila euro alle bollette contestate: il Movimento Difesa del Cittadino risolve due casi a tutela degli utenti

Due storie diverse, accomunate dallo stesso percorso di tutela e dalla stessa associazione chiamata a intervenire. Il Movimento Difesa del Cittadino della Spezia ha seguito due pratiche che hanno permesso ad altrettanti utenti di far valere le proprie ragioni, evitando richieste economiche ritenute ingiustificate e arrivando a una soluzione attraverso gli strumenti di conciliazione. Nel primo caso, protagonista è stato il titolare di un bar cittadino che si è visto recapitare un decreto ingiuntivo per una somma superiore ai 14mila euro, relativa a una presunta fattura non pagata per un’attività contestata. Una richiesta che, per il commerciante, avrebbe potuto rappresentare un pesante danno economico.

Rivolgendosi all’associazione, il titolare ha potuto ricostruire la vicenda e presentare le proprie contestazioni allo studio legale incaricato e al presunto creditore. La documentazione raccolta ha dimostrato che lo sversamento alla base della richiesta di pagamento non era imputabile al gestore del locale, ma era stato causato dalla rottura di una tubazione danneggiata durante alcuni lavori sulla linea comunale eseguiti da tecnici incaricati dal Comune. Di fronte alle evidenze fornite, la richiesta è stata ritirata e il decreto ingiuntivo non ha avuto seguito, consentendo al barista di evitare un esborso di oltre 14mila euro per un danno di cui non era responsabile.

La seconda vicenda riguarda invece una famiglia di Santo Stefano Magra alle prese con il mancato trasferimento della linea telefonica dalla Spezia al nuovo domicilio. La richiesta di trasloco, comprensiva di telefono e fibra, era stata accettata dall’operatore nazionale ma non era mai stata concretamente realizzata. Nonostante il servizio non fosse stato attivato, le fatture hanno continuato ad arrivare, includendo anche i costi del trasferimento della linea, fino a raggiungere una cifra contestata di circa mille euro. Anche in questo caso il Movimento Difesa del Cittadino ha assistito gli utenti nella procedura di conciliazione, chiedendo l’annullamento delle fatture e il riconoscimento dei disagi subiti. La compagnia telefonica ha accolto la proposta, procedendo all’annullamento dell’intero importo contestato e riconoscendo alla famiglia un ulteriore indennizzo di circa mille euro.

Due risultati ottenuti attraverso il confronto e gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, che secondo il Movimento Difesa del Cittadino dimostrano l’importanza di rivolgersi a strutture di tutela quando si ricevono richieste economiche ritenute non corrette o non adeguatamente motivate.