Il commento del centrodestra dopo il consiglio comunale
|Taric 2026, la maggioranza attacca l’opposizione: “Ha votato contro le tariffe più basse d’Italia”

“La Spezia ha approvato le tariffe della spazzatura più basse di tutti i 119 capoluoghi di provincia d’Italia”. È il punto da cui parte la maggioranza consiliare, che interviene dopo il voto in consiglio comunale sulla delibera Taric 2026, contestando la scelta dell’opposizione di centrosinistra di votare contro il provvedimento che conferma le tariffe invariate per i cittadini spezzini.
I capigruppo di maggioranza Oscar Teja, Giulia Giorgi, Giacomo Peserico, Domenico Zito, Barbara Ratti, Marco Zamponi e Umberto Maria Costantini sostengono che “il voto contrario della sinistra è arrivato su un risultato che pochi comuni in Italia possono vantare: La Spezia è la città con la tassa sui rifiuti più bassa del Paese, con 180 euro medi a famiglia contro una media nazionale di circa 350 euro, secondo un recente studio della Uil”.
“Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione della delibera, frutto di nove anni di governo che hanno portato a una raccolta differenziata salita all’80,18%”, aggiungono i rappresentanti della maggioranza, ricordando che il provvedimento “conferma inoltre le agevolazioni Isee, gli sconti per il compostaggio domestico e per il conferimento in isola ecologica”.
Secondo i capigruppo, il voto contrario dell’opposizione “stride con la realtà del Paese”. “Mentre alla Spezia le bollette restano ferme, in altre città amministrate dal centrosinistra la Tari aumenta pesantemente nel 2026, come a Genova con un aumento del +5,7%, Roma (+5,19%) e Firenze (+6,71%)”.
La maggioranza chiede quindi ai gruppi di opposizione “di spiegare ai cittadini spezzini perché hanno votato contro una tariffa che è la più bassa d’Italia e contro 300mila euro destinati a chi è in difficoltà economica, mentre nelle città governate dai loro alleati politici le famiglie si trovano bollette sempre più salate”.
Nel comunicato viene poi rivendicato anche il risultato ambientale raggiunto attraverso il sistema di raccolta. “Il risultato spezzino non è soltanto un vantaggio per le tasche delle famiglie: è anche un dato ambientale concreto”, affermano i capigruppo, spiegando che “grazie alla crescita della differenziata all’80%, il rifiuto residuo non riciclabile, la frazione più costosa e più impattante da smaltire, è crollato da 23.479 tonnellate nel 2016 a 9.315 nel 2024”.
“Meno rifiuto indifferenziato significa meno smaltimento in discarica e un risparmio complessivo di quasi 2,9 milioni di euro, reinvestiti a beneficio della collettività”, prosegue la maggioranza, secondo cui “il modello spezzino dimostra come sostenibilità ambientale e sostenibilità economica non siano in conflitto, ma si rafforzino a vicenda”.
La conclusione è una nuova critica all’opposizione: “Chi vota contro questa delibera vota dunque contro un sistema che funziona, per l’ambiente e per il portafoglio dei cittadini spezzini”.

