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Prove tecniche di unità nel centrosinistra: alla Spezia il “campo largo” sale sullo stesso palco per la sanità

Castellone (M5S), Furlan (Italia Viva), Cucchi (Avs) e Rossi (Pd) insieme in piazza Ginocchio. Al centro del confronto il futuro del Servizio sanitario nazionale e, in chiusura, le criticità liguri e spezzine.

Un palco, quattro anime del centrosinistra e un tema scelto per provare a iniziare costruire un terreno comune. Alla Spezia arrivano le prime prove tecniche di unità del cosiddetto “campo largo”, con un’iniziativa che riunisce per la prima volta in città, e forse tra le prime volte a livello nazionale, esponenti di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva nello stesso appuntamento pubblico. La cornice della serata è piazza Ramiro Ginocchio, trasformata per una sera in un’agorà politica dedicata alla sanità pubblica: in platea, fra gli altri, la senatrice Raffaella Paita, il segretario provinciale del Pd Marco Baruzzo, l’ex consigliere lealista Guido Melley, il senatore del M5S Luca Pirondini, oltre a sindaci, amministratori, militanti e simpatizzanti dei diversi partiti rappresentati. “Ricostruire la sanità” il titolo dell’incontro che ha richiamato una buona partecipazione di pubblico e che ha messo al centro il confronto sulle proposte del centrosinistra per il rilancio del Servizio sanitario nazionale, tra investimenti, personale, territorio e critiche alle scelte del Governo Meloni.

Cucchi, Furlan, Castellone, Rossi con Lugarini

Sul palco, moderati dal direttore di Cds Fabio Lugarini, c’erano Mariolina Castellone, vicepresidente del Senato e “portacolori” del Movimento 5 Stelle, Annamaria Furlan, senatrice di Italia Viva-Casa Riformista, Ilaria Cucchi, senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra, ed Enrico Rossi, esponente di lungo corso del Partito Democratico ed ex presidente della Regione Toscana. La domanda di partenza ha riguardato quello che, a conti fatti, è stato il cuore di un dibattito che ha sfiorato le due ore: il diritto alla salute, nel senso più universalistico del termine, è ancora davvero garantito a tutti, senza distinzione di classe sociale e capacità economica? Proprio da qui è partita una discussione che ha intrecciato le difficoltà del sistema sanitario nazionale con le proposte per invertire la rotta. Castellone ha indicato nella sanità uno dei temi centrali del percorso verso le prossime elezioni politiche, sottolineando come i numeri raccontino una situazione critica: anche richiamando le “promesse” ascoltate durante la pandemia, la Castellone ricorda come “milioni di cittadini rinunciano alle cure e la migrazione sanitaria continua a rappresentare un costo pesante anche per territori” come quello spezzino. Dubbi anche sull’autonomia differenziata, considerata un possibile elemento di ulteriore divario tra territori. Per la vicepresidente del Senato il riferimento deve restare quello dell’articolo 32 Costituzione, citato più volte anche dai colleghi, con la salute intesa come diritto universale.

Cucchi, Furlan, Castellone, Rossi

Il confronto ha poi toccato il tema del personale sanitario. Da ex sindacalista di lungo corso, Annamaria Furlan ha evidenziato come senza investimenti su medici, infermieri e operatori non sia possibile garantire un servizio adeguato, criticando anche l’attuazione delle Case di Comunità previste dal Pnrr, definite lontane dagli obiettivi iniziali. Temi nazionali ma che evidentemente riecheggiano nei territori e anche per l’esponente di Italia Viva la sanità può essere una delle piattaforme madre per “costruire un’alternativa” proprio perché l’accesso alle cure, tema su cui Furlan ha battagliato molto in Commissione sanità, “è diventato anche un fattore di disuguaglianza economica per molte famiglie”. L’ex presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha individuato nel rapporto tra sostenibilità economica e bisogni dei cittadini uno dei nodi principali del sistema. “Negli ultimi anni la sanità è stata troppo spesso affrontata soprattutto attraverso il contenimento della spesa”, mentre secondo Rossi serve un nuovo equilibrio capace di mettere al centro il diritto alla cura. “Scelte politiche chiare e una diversa distribuzione delle risorse”. Inevitabilmente il tema dei diritti delle persone più fragili è stato invece al centro dell’intervento di Ilaria Cucchi, che ha richiamato il rischio di una sanità sempre più legata alle possibilità economiche dei cittadini. Con l’emozione di chi l’ha vissuta in prima persona per la sua conosciuta storia familiare ma anche per il lavoro di conoscenza portato avanti in questi anni, Cucchi ha dedicato un passaggio anche alle carceri e alle emergenze sociali, con l’invito alla politica a “non lasciare indietro chi ha meno strumenti”.

Furlan, Castellone, Lugarini

A ben guardare, da tutti gli interventi sono emersi tre punti indicati come prioritari dai quattro oratori: più finanziamenti alla sanità pubblica, anche attraverso una diversa allocazione delle risorse (il riferimento alla sanità privata è tornato più volte); necessità di favorire la valorizzazione e la formazione del personale sanitario; una sanità meno concentrata sugli ospedali e più vicina ai cittadini attraverso il territorio. La serata si è chiusa con un approfondimento sui temi locali sempre a proposito di sanità: sul palco sono intervenuti Roberto Centi per Alleanza Verdi Sinistra, Marco Santini per il Partito Democratico, Gianluca Tinfena per Italia Viva e Valter Chiappini, co-fondatore del Manifesto per la Sanità locale, affrontando, fra numeri a confronto e la contestata riorganizzazione delle Asl territoriali, le criticità della sanità spezzina e le prospettive per il futuro del territorio.