"Si riparta da zero”
|Politica
/Riforma dei porti, Natale e Bianchi all’attacco: “Rixi si interroghi sulle Regioni che hanno detto no. Questa riforma spacca la portualità italiana”
26 luglio 2026 | 08:29
“Assistere all’entusiasmo con cui il viceministro Rixi festeggia il voto favorevole alla sua riforma di Lombardia, Piemonte e Basilicata lascia interdetti. Secondo noi un risultato che nasconde, a dire il non troppo, un fallimento. Infatti se fossimo nei panni del governo ci porremmo il problema del voto contrario di Regioni strategiche per il sistema portuale italiano come Toscana, Emilia-Romagna, Puglia, Sardegna e Campania. Si tratta di territori che ospitano alcuni dei principali scali del Paese – da Livorno a Ravenna, da Bari a Brindisi, da Napoli a Salerno per non parlare del sistema dei porti sardi e i quelli delle Isole – e che conoscono bene le esigenze della portualità italiana. La Lega ha chiamato all’ordine di scuderia anche quei presidenti che avrebbero dovuto votare contro come quello del Friuli Venezia-Giulia Fedriga, che aveva un mandato del consiglio regionale di opporsi alla riforma per difendere il porto di Trieste”. Così il segretario del PD Liguria Davide Natale è il responsabile economia della segreteria PD Liguria Matteo Bianchi commentando le parole di Rixi sul voto favorevole della Conferenza unificata alla Riforma dei porti: “La fotografia che emerge – continuano – è di una riforma che divide anziché unire il sistema portuale italiano. È difficile assistere a una spaccatura di questo tipo. Anche le aperture proposte dal Governo e riprese dalle regioni per giustificare un voto favorevole non hanno nessun supporto legislativo ma sono scritte sulla sabbia durante un mare in tempesta: non esiste un emendamento depositato, non c’è alcuna modifica normativa nero su bianco, ma soltanto impegni politici privi di qualsiasi certezza. È importante sapere che fine ha fatto la rischiarata emendativa di Regione Liguria con la quale si chiedeva di coinvolgere anche le regioni nella definizione dell’accordo di programma per i diversi interventi da realizzare. È stato accolto e quindi modificato il testo o Bucci ha ceduto senza colpo ferire agli ordini di scuderia? Il dato di fatto resta uno: le Regioni vengono sostanzialmente escluse dalle principali scelte strategiche sul futuro dei porti e anche le limitate aperture nei confronti dei Comuni sono del tutto insoddisfacenti e insufficienti”. La nota si conclude così: “Molto importanti sono state le parole del Vice Sindaco di Genova Terrile in audizione tra l’altro posizione sostenuta da molti altri amministratori. Auspichiamo che nel passaggio parlamentare vengano accolte le proposte di modifica presentate dal Partito Democratico soprattuto che si fermi questa riforma, archiviare questo testo e ripartire da zero. Perché questa non è la riforma di cui il sistema portuale italiano ha bisogno. Lo scippo di competenze e di risorse finanziarie non può diventare legge”.


