“Non rincorriamo il centrodestra: costruiamo l’alternativa"
|Verso le amministrative 2027, il Pd apre la sfida dei valori: “Un’alternativa si costruisce sui problemi reali”
Il centrosinistra avvia il percorso verso le amministrative del capoluogo. Il segretario provinciale Marco Baruzzo indica le priorità tra lavoro, sanità e servizi, mentre Natale attacca Regione e governo su porto, infrastrutture e sul nuovo ospedale Felettino, criticando il peso economico del project financing.
Non sarà soltanto una festa. Il ritorno della Festa provinciale dell’Unità alla Passeggiata Morin, dopo quasi quarant’anni, arriva in un momento in cui la politica ligure ha già iniziato a guardare oltre l’estate. Il 2027, anno delle elezioni amministrative nel comune capoluogo, non è più un orizzonte lontano e i movimenti, dentro e fuori i partiti, sono già cominciati. Mentre il centrodestra lavora alla costruzione di una casa comune per le sue diverse anime civiche con il progetto “Liguria Insieme” lanciato in questi giorni da Marco Bucci, il centrosinistra deve ancora sciogliere il nodo principale: quello che vede un campo largo più o meno compatto. Una condizione necessaria per poter trasformare il confronto interno in una vera alternativa di governo. Sullo sfondo resta poi la partita del terzo mandato dei sindaci, attesa a Roma e probabilmente foriera di novità nel mese di settembre, che potrebbe ridisegnare gli scenari e incidere sulle strategie dei prossimi mesi. “Mettere al centro i temi reali è il punto di partenza – spiega, rispondendo, Marco Baruzzo, segretario provinciale del Pd -. L’unità per noi non è soltanto un valore politico, deve essere prima di tutto l’unità di un popolo che chiede un’alternativa. Che desidera ascoltare parole d’ordine non equivoche: politiche sul potere d’acquisto, sulla condizione di lavoro delle persone, sullo stato di salute del posto in cui vivono. Questo è il senso della nostra sfida e da sempre è l’impegno del Pd. Le alleanze? C’è un perimetro che già esiste nei fatti, il cui fondamento è stato posto con le elezioni regionali che hanno segnato un punto di partenza e che a Genova ha avuto un suo coronamento con la vittoria della sindaca Salis”. Su movimento civico regionale lanciato dal presidente ligure Bucci, Baruzzo taglia corto esprimendo dubbi “su iniziative che cercano di rianimare o riproporre le esperienze civiche… se certi protagonisti possono definirsi esponenti del mondo civico io sono altro e biondo. Non credo che il nostro compito sia preoccuparci di prendere le misure o ragionare su questo tipo di proposte. Non c’è da rispondere al centrodestra, ma all’esigenza di cambiamento che è nelle aspettative dei cittadini. Che chiedono risposte sulla sanità, su un tpl che funzioni, aspetti che sfuggono a una classe dirigente distante e che vive in modalità remoto anche la vita sui territori”.

Seduto accanto c’è Davide Natale, sollecitato su riforma portuale a carattere nazionale e sanitaria su scala regionale: “Assistiamo ad una completa afasia da parte del presidente della provincia, del presidente regionale e del presidente dell’Autorità di Sistema portuale su questo argomento: il territorio subisce uno scippo di denaro, circa 25 milioni di euro di investimenti che vanno verso il centro. Così facendo, con la riforma voglio dire, le Adsp saranno dell’entità passacarte. Basti pensare che le concessioni sopra i 20 anni saranno gestite dal governo centrale. E’ una riforma borbonica anzi nemmeno i Borboni potevano pensare tanto. Le attività e gli interventi saranno stabiliti dal Ministero che si rapporterà direttamente con la società Porti d’Italia. È una cosa assurda quella voluta da Rixi. Addirittura la nomina il segretario generale sarà vincolata al parere del governo. Ed è veramente sbalorditivo che la facciano i federalisti. Mi aspetto che Bucci dica qualcosa nella conferenza Stato-regioni. Anche il Friuli, che non ha certo una guida di centrosinistra, esprime dubbi in relazione al futuro del porto di Trieste eppure è una condotta da un leghista”. Natale associa questo silenzio a quello sul raddoppio della ferrovia Pontremolese (“L’unico ad aver rilanciato il tema è Giani”). E proprio sul tema della logistica attacca: “L’unica azione intrapresa degna di nota è Zls che nasce dall’emendamento del 2019 dell’allora onorevole Orlando. Fa specie che Bucci parli di civismo, inteso come gruppo dirigente che non appartiene ad alcun partito politico: lui che si definisce uomo del fare ma è vittima dei rapporti di forza in politica tanto da aumentare i membri della giunta per dare risposta ai voleri dei partiti. E che dire dei movimenti civici in regione che non hanno mai alzato un dito per dire cosa non va. Avete sentito una voce distonica per quel che riguarda l’Asl unica regionale? O che hanno dato più soldi al tpl di Imperia? O i 40 milioni a Amt e niente ad Atc? Per non parlare dell’ospedale di Pietra Ligure fatto interamente con soldi pubblici quando la sanità spezzina per il Felettino dovrà pagare 14,8 milioni all’anno per 26 anni e mezzo. Dobbiamo avere la forza di essere quelli che ascoltano e come comunità dare un’alternativa senza scorciatoie”.

