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Casella, il sindaco Figoli replica a un lettore: “Rilancio con forza il bisogno culturale e civico di una nuova coesione sociale”

Spettettabile Redazione, leggo con immutata rassegnazione civica la missiva che proviene dalla frazione di Casella, nota come le evidenze e chi le solleva! Quelle evidenze che costringono l’Ente a denunciare quelle sante persone che, mettendo un cancelletto su una stradina in disuso da cinquant’anni, commetterebbero un furto che manco in gioielleria (citazione non casuale).
Confermo qui, come a riscontro dei numerosi accessi agli atti, il mio rammarico per l’abbandono dei fondi rurali e soprattutto delle sue regole d’onore agricolo: le stesse che muovevano la Confraternita.
Rilancio con forza il bisogno culturale e civico di una nuova coesione sociale, in cui si riscoprano i valori che hanno costituito la spina dorsale delle nostre Comunità! Ci chiamiamo aree interne non per arretratezza, ma per complessità amministrativa, dovuta alla scarsità di risorse in un mondo che è cambiato e ci ha lasciato spiazzati!
Guglielmo puliva ripetutamente il sentiero tra Serenella e l’Agostina… “la Rosetta” era custode amorevole e indiscussa “del Canto” di Valdipino! Ermanno teneva “Lierta” tra Ponzò e Valdipino mentre Mario mantiene ancora carteggiate alcune panchine.
Alla scalinata del Santuario ci pensano “Giorgio, Giancarlo … ma c’era anche Nello, che si è spento alcuni anni fa!”

Casella - Riccò del Golfo

Potrei enumerare centinaia di figure storiche di tutto il territorio: io che lo amministro insieme ad una squadra di resta e cuore dal 2014.
Mi limiterò a ringraziare “Lele” che dal milanese è giunto a noi, insieme a Tiziana ed altri cittadini de “la Cavannetta”… loro si, parlando con la rude dolcezza dei fatti, rendono onore ad essere parte delle aree interne.
Il resto rimane territorio già esplorato, sterile come Cartagine, soprattutto se comprende una voragine alluvionale in area privata, un contenzioso ventennale per un immobile che prima era regolare, ma con le nuove regole non più, una creuza abbandonata da chi la abita, imponendosi affinché provvedano “il signor Stato” o “la signora Regione” oppure quell’indecente sindaco che, invece di accontentare il singolo per paura, prova a rispondere alla collettività per sacrosanto dovere!.

Loris Figoli, sindaco pro tempore cresciuto con l’esempio di chi non c’è più