"Difesa entroterra sia battaglia comune"
|Traversone: “L’entroterra non ha bisogno di annunci, ma di servizi, risorse e rispetto”
“Per la seconda volta in pochi mesi mi trovo costretto a intervenire per replicare a dichiarazioni trionfalistiche sul presunto rilancio delle aree interne. Avrei sinceramente preferito poter commentare fatti concreti anziché dover rispondere a una narrazione che descrive un entroterra finalmente sostenuto e valorizzato, mentre la realtà che vivono quotidianamente cittadini e amministratori locali è ben diversa”. Si apre così un intervento diffuso da Marco Traversone, sindaco di Sesta Godano, in alta Val di Vara. “Chi amministra un comune dell’entroterra non può fermarsi agli annunci. Ha il dovere di confrontarsi ogni giorno con la progressiva riduzione dei servizi essenziali, con lo spopolamento, con le difficoltà della sanità, dei trasporti, delle infrastrutture e con risorse economiche sempre più insufficienti. È proprio questa distanza tra i proclami e la realtà che mi impone di intervenire. L’entroterra non ha bisogno di annunci. Ha bisogno di servizi, risorse e rispetto”, dice ancora Traversone.
“Leggo con interesse le dichiarazioni dell’on. Maria Grazia Frijia e del vice sindaco di Riccò del Golfo Alberto Loi, che salutano con entusiasmo i nuovi annunci del Governo a favore dei piccoli comuni e delle aree interne – prosegue il sindaco, esponente del centrosinistra -. Ogni risorsa destinata ai nostri territori è naturalmente benvenuta e nessun amministratore serio può che apprezzare qualsiasi investimento capace di contribuire allo sviluppo dell’entroterra. Ma non si può far credere che qualche bando o l’annuncio di nuovi fondi bastino a risolvere problemi che si trascinano da decenni e che, in molti casi, si sono addirittura aggravati negli ultimi anni. Se davvero le aree interne fossero oggi al centro dell’attenzione, dovremmo assistere a un rafforzamento dei servizi essenziali. Purtroppo sta accadendo esattamente il contrario. In questi anni i piccoli comuni hanno continuato a subire riduzioni di risorse. Nel caso del comune di Sesta Godano, ai proclami hanno fatto seguito fatti ben diversi: circa 100.000 euro di minori trasferimenti tra tagli al Fondo di solidarietà comunale, spending review e Fondo per la finanza pubblica. Una realtà ben lontana dall’immagine di un sostegno crescente ai territori montani”.
“Del resto, l’ultima iniziativa concreta che ha interessato molti Comuni del nostro territorio è stata proprio la nuova classificazione dei comuni montani, che ha escluso ben 32 comuni liguri, costringendoli a ricorrere al Tar per tutelare i propri diritti (ieri si è tenuta una riunione sul ricorso, ndr) – continua il primo cittadino di Sesta Godano -. Una vicenda talmente seria da vedere Anci Liguria – unica associazione regionale d’Italia – costituirsi ad adiuvandum a sostegno dei Comuni ricorrenti. Tra questi figurano anche diversi Comuni spezzini appartenenti alle aree interne, tra cui Beverino, Borghetto di Vara, Brugnato, Carrodano e Riccò del Golfo, amministrato proprio dal vice sindaco Alberto Loi. È quindi difficile comprendere come si possa parlare di una particolare attenzione verso le aree interne quando numerosi Comuni del nostro territorio si sono visti costretti a rivolgersi alla giustizia amministrativa per difendere il riconoscimento della propria montanità e delle tutele ad essa collegate. Ma il problema non è soltanto economico. Continuiamo ad assistere a una progressiva perdita di servizi essenziali. La sanità rappresenta forse l’esempio più evidente: la riforma regionale che porterà all’Asl unica è stata approvata senza un reale confronto con i sindaci delle aree interne, mentre la carenza dei medici di famiglia continua a pesare sulla Val di Vara e sui nostri cittadini. A questo si aggiungono le difficoltà nei collegamenti, la riduzione dei servizi, l’invecchiamento della popolazione e uno spopolamento che continua a interessare gran parte dell’entroterra”.
“I numeri parlano chiaro. Tra il 2016 e il 2026 la provincia della Spezia ha perso quasi 6.000 residenti. È la dimostrazione che gli annunci, da soli, non bastano e che nemmeno il turismo è sufficiente a invertire questa tendenza se non è accompagnato da politiche strutturali – conclude Traversone -. I piccoli comuni non chiedono assistenzialismo. Chiedono condizioni che consentano ai cittadini di continuare a vivere nei propri paesi. Da tempo sostengo che serva una vera fiscalità differenziata per i comuni montani e svantaggiati, con agevolazioni per famiglie, lavoratori e imprese, insieme a investimenti stabili nei servizi essenziali: sanità, scuola, trasporti, viabilità, infrastrutture digitali e sicurezza. Sono queste le politiche che possono realmente contrastare lo spopolamento. Per questo ritengo che la difesa dell’entroterra debba essere una battaglia comune, al di sopra delle appartenenze politiche. Come sindaco continuerò a collaborare con qualsiasi Governo e con qualsiasi istituzione quando arriveranno provvedimenti realmente utili ai nostri territori. Ma continuerò, con la stessa determinazione, a denunciare ciò che ancora non funziona. Perché chi vive nelle aree interne non ha bisogno di slogan. Ha bisogno di servizi, di opportunità e di quel rispetto che troppo spesso continua a mancare”.






