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Aree Enel, Musetti: “Nella dismissione della centrale il sindaco non si prenda meriti che non ha”

Corrado Musetti della segreteria provinciale del Partito democratico interviene sulle aree Enel. In una nota si rivolge direttamente al sindaco Pierluigi Peracchini. “Abbiamo assistito a una delle performance più surreali del sindaco Pierluigi Peracchini che, come un novello Leopoldo Fregoli, cambia maglietta alla velocità della luce, e nella vicenda Enel rivendica per sé meriti e conquiste che non ha mai contribuito ad acquisire e forse, in passato, ha addirittura contrastato”, scrive Musetti facendo riferimento a quanto dichiarato dal sindaco nel corso dell’ultima seduta di consiglio comunale.

L’esponente del Pd  fa numerosi riferimenti alla storia passata legata alla presenza di Enel in città: “Mi chiedo, e soprattutto gli chiederei volentieri, quali sono state le sue posizioni negli anni ’90, quando la Cgil e le forze politiche di sinistra lottavano per il depotenziamento e l’ambientalizzazione della centrale Eugenio Montale? Quando da 4 gruppi a carbone, per un totale di 1800MW, veniva proposto di trasformarla in una centrale con un solo gruppo a carbone da 600MW denitrificato e desolforato e 2 gruppi turbogas da 300MW a ciclo combinato per un totale di 1200MW. Peracchini sosteneva questa posizione, oppure sposava la tesi del centrodestra che, in nome di una continuità produttiva, chiedeva a Enel e al governo un intervento per alcuni ammodernamenti, con il proposito di mantenere però tutti e quattro i gruppi a carbone? Quale maglietta aveva allora il Sindaco della nostra città? Dove era quando sempre il Centrodestra voleva che si bruciassero i rifiuti solidi urbani nella caldaia a carbone del gruppo 3, mentre la Sinistra si opponeva con forza politica e passione ambientale a un progetto che sarebbe stato nefasto per la città? E dov’era quando nel 2014, Andrea Orlando, allora ministro dell’Ambiente, intervenne per definire una Autorizzazione integrata ambientale che alzava così tanto l’asticella degli interventi che Enel avrebbe dovuto mettere in campo – uno su tutti, il parco carbone chiuso come a Civitavecchia – da costringerla a decretare la chiusura del gruppo 3 a carbone entro il 31 dicembre 2021. Peracchini era con Orlando, oppure con il Centrodestra, che gridava a squarciagola contro la nuova Aia?”.

“Ma veniamo alla storia recente – prosegue Musetti -, ovvero alla rinuncia da parte di Enel alla costruzione della turbina a gas a ciclo aperto. Enel abbandonò il progetto semplicemente perché, oltre all’opposizione della Sinistra, anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, capo partito di Peracchini, da maggior sponsor della causa turbo gas quale era inizialmente, all’improvviso si dichiarò contrario per ragioni meramente elettorali. A quel punto, Enel rinunciò. Questa è la storia: il duo Toti-Peracchini arrivò secondo. Conoscere la storia non basta, è una condizione necessaria, ma non sufficiente. Tutto quello che è accaduto ci insegna che il futuro delle aree Enel dovrà essere condiviso a partire dai cittadini, dovrà coinvolgere i lavoratori, le imprese datoriali e tutti i portatori di interesse. Il tavolo strategico nazionale, richiesto dal PD e già attivo in altri comuni come Brindisi e Civitavecchia, ha la doppia funzione di evitare gli errori del passato e promuovere investimenti di qualità sia sul piano occupazionale sia su quello ambientale”.

“È chiaro che tutto questo non è nelle corde di Peracchini – conclude la nota -. Ma, ancora una volta furbescamente, il Sindaco ora rilascia dichiarazioni per cambiare un’altra volta maglietta e intestarsi una richiesta essenziale, che fin qui non è mai stata la sua, ma delle forze politiche di Sinistra che l’hanno avanzata. Ovvero la richiesta di costringere direttamente Enel a demolire le unità produttive che ancora ingombrano le aree, liberandole davvero e sostenendo i costi delle operazioni e delle relative bonifiche, che inevitabilmente si renderanno necessarie. A ciascuno la propria maglietta, per favore”.