L'esito dell'incontro tra sindacati e azienda
|Trillium, per ora niente contratti di solidarietà. Sino a fine agosto il calo di lavoro sarà tamponato con ferie e permessi residui
Per i mesi di luglio e agosto il calo di lavoro che sta affliggendo lo stabilimento spezzino di Trillium Italia, noto come Termomeccanica Pompe, sarà tamponato ricorrendo a ferie e permessi residui. Almeno per il momento, quindi, è scongiurato il ricorso a contratti di solidarietà.
È questo l’esito dell’incontro tra i sindacati e l’azienda che si è svolto oggi nella sede di via del Molo. Per la Fiom e la Uilm erano presenti i segretari provinciali Marzio Artiaco e Graziano Leonardi, mentre Trillium era rappresentata dall’amministratore delegato Paolo Vacis e dalla responsabile delle risorse umane Giovanna Sereni.
Dopo un confronto che ha visto le parti entrare nel merito dei punti emersi dall’assemblea dei lavoratori del 9 luglio scorso, sigle e manager aziendali si sono dati appuntamento a un nuovo incontro tra la fine di luglio e i primi di agosto, nel quale valutare l’andamento del portafoglio ordini, e quindi per un secondo momento di confronto a inizio settembre, nel quale si deciderà se ricorrere o meno a un accordo sindacale che possa prevedere la stipula di contratti di solidarietà, secondo modalità differenti da quelle inizialmente proposte da Trillium, respinte con forza dai dipendenti.
La situazione interessa uno stabilimento che negli ultimi anni ha già vissuto un ridimensionamento dell’organico. Dal 2022, anno dell’acquisizione di Termomeccanica Pompe da parte di Trillium, i dipendenti sono passati da circa 250 agli attuali 170: 130 impiegati e 40 operai. Un calo che si è accentuato negli ultimi mesi, anche per effetto delle preoccupazioni dei lavoratori sul futuro del sito produttivo e sulla tenuta del portafoglio ordini.


