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Contratto Difesa, Siulm: “Manca il riconoscimento economico dei lavoratori”

Il sindacato Siulm Marina ha ribadito il un secco “no” alla firma del contratto 2025-2027 del comparto Difesa a seguito della riunione che si è svolta ieri al dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’incontro tecnico conclusivo era organizzato tra il Siulm le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari e il Governo.
Per il Siulm Marina ha partecipato il coordinatore nazionale Antonello Ciavarelli, che è intervenuto nel corso dell’incontro illustrando la posizione ufficiale dell’organizzazione. In una nota il segretario generale nazionale, Antonio Malcangio, e il segretario generale aggiunto, Ciro Ironico, hanno confermato “con assoluta fermezza la decisione dell’organizzazione di non sottoscrivere il rinnovo contrattuale alle condizioni proposte”.
Il Siulm Marina ha ribadito “la scelta di non sottoscrivere il rinnovo contrattuale non è dettata da pregiudizi né da valutazioni di carattere politico, ma esclusivamente dalla volontà di tutelare gli interessi del personale militare e di rappresentarne con responsabilità le legittime aspettative”.
La nota del sindacato precisa che nel corso del confronto è stato ricordato che negli ultimi mesi non sarebbe mai emersa “una concreta volontà di aprire una vera fase negoziale, capace di affrontare in maniera strutturale le principali criticità che interessano il personale del Comparto Difesa e Sicurezza”.
Il Siulm Marina, insieme ad altre Apcsm, “ha costantemente richiesto un adeguato stanziamento di risorse economiche per consentire un reale recupero del potere d’acquisto, fortemente eroso dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita. Le risorse previste nel rinnovo contrattuale risultano, tuttavia, ancora insufficienti e gli incrementi economici proposti sono stati giudicati del tutto inadeguati rispetto alle aspettative e alle esigenze del personale.
Tra le priorità indicate dal Siulm Marina l’introduzione della previdenza dedicata, “ritenuta ormai indispensabile per garantire ai militari un futuro previdenziale più equo e dignitoso. Su questo tema il Governo ha prospettato l’avvio di un tavolo di confronto entro novanta giorni dalla conclusione del rinnovo contrattuale, oltre all’impegno di affrontare successivamente la revisione della disciplina sulle agibilità sindacali delle Apcsm. Pur prendendo atto degli impegni assunti dall’Esecutivo, il Siulm Marina ha ribadito che semplici prospettive future non possono costituire una risposta concreta alle esigenze del personale. Rinviare il confronto sulla previdenza dedicata e sulle altre riforme strutturali a un momento successivo alla sottoscrizione del contratto significa chiedere ancora una volta ai militari un atto di fiducia senza offrire adeguate garanzie”.
Il Siulm Marina ritiene “inaccettabile che il percorso annunciato possa concretamente prendere avvio, nella migliore delle ipotesi, soltanto tra l’autunno e l’inverno prossimi, quando il Paese sarà ormai proiettato verso la campagna elettorale che precederà le elezioni politiche previste nella primavera del 2027. In assenza di impegni formalizzati e immediatamente verificabili, tali prospettive non offrono sufficienti garanzie di effettiva realizzazione”.
Il sindacato conferma il proprio “no alla sottoscrizione del Contratto 2025-2027, ritenendo che il testo proposto non garantisca un adeguato riconoscimento economico al personale né affronti le questioni strutturali più rilevanti per il comparto” ma “rinnova la propria disponibilità al confronto istituzionale, nella convinzione che il personale militare meriti risposte concrete, investimenti adeguati e riforme reali, non semplici impegni rinviati nel tempo”.