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Biso sempre più dentro lo Spezia mentre a Pontremoli è Longo a fare l’Angelozzi

L’ex capo scouting vive quotidianamente la squadra nel ritiro e si interfaccia con il ds impegnato a Milano. E al Lunezia ieri è spuntato anche lo stesso Biso

Nel pomeriggio di ieri, a Pontremoli, ha raggiunto la sede del ritiro dello Spezia anche Mattia Biso. L’ex direttore sportivo dell’era Pecini è sempre più coinvolto nel nuovo organigramma sportivo spezzino, seppure non abbia al momento alcun accordo con il club di via Melara. È uno stretto collaboratore di Guido Angelozzi, che lo stima e lo apprezza da anni, e anche per questo lo ha voluto nel suo team in questa delicata fase di ricostruzione. Biso, lericino doc, era presente sia alla presentazione di Angelozzi che a quella di Turati dello scorso sabato, e proprio nella conferenza del direttore sportivo è stato citato e ringraziato per la sua collaborazione.

Biso negli ultimi anni era rimasto legato alla Scouting Department di Riccardo Pecini, con cui lo Spezia aveva stretto un accordo di collaborazione nel corso della scorsa stagione, scaduto il 30 di giugno e non rinnovato. In precedenza, prima del ruolo da diesse dello Spezia, era rimasto allacciato allo stesso Angelozzi, che aveva seguito per un anno a Frosinone nella stagione post promozione in Serie A dello Spezia, avendo la possibilità di continuare a lavorare anche con Gianluca Longo, che proprio in queste settimane ha ritrovato allo Spezia. E la figura di Longo assume un ruolo di grande rilevanza nello Spezia che sta nascendo, dopo che lo stesso Angelozzi ha lottato per portarlo con sé dopo l’avventura a Cagliari.

Trentacinque anni, nato a Modugno, Longo è di fatto più di un vice direttore sportivo di questo Spezia, con Guido Angelozzi responsabile maximo dell’area sportiva del club. Dall’inizio del ritiro vive in simbiosi con il gruppo a Pontremoli, sempre presente al centro sportivo e sempre in contatto costante con Angelozzi, impegnato in questi giorni a Milano per risolvere le trattative in uscita dello Spezia. Un balzo in avanti per Longo, che ora ha un ruolo maggiormente legato alla prima squadra rispetto alla precedente avventura, quando era l’uomo di punta di Angelozzi per l’area scouting. A Pontremoli osserva, studia e riferisce ad Angelozzi, con cui si interfaccia anche nella ricerca di nuovi giocatori che possano fare al caso dello Spezia. Una promozione meritata sul campo da Longo, legato ormai da anni al direttore sportivo di Catania, di ha contribuito ad accrescere le fortune.

Una storia di grande tenacia e di rivalsa, quella di Longo, legato ad Angelozzi dai tempi del Bari quando era poco più che ventenne. Di quel Bari, Longo, era uno dei gioiellini del settore giovanile. Brillante difensore centrale, da capitano della squadra aveva portato i Giovanissimi alla finale scudetto contro l’Inter, arrivando anche a vestire la maglia della Nazionale Under 16. Un percorso in rampa di lancio, fino alla drammatica diagnosi del linfoma di Hodgkin ad appena 16 anni. Due anni di cure, cicli intensi di chemio e radio, fino alla sconfitta del male, sempre con il desiderio di tornare a giocare a pallone. Ci riesce nel 2010, in Eccellenza, al Corridonia, prima di entrare nello staff di Angelozzi e Piero Doronzo a Bari l’anno dopo. Negli anni riesce anche a laurearsi in scienze politiche, parallelamente al suo lavoro al fianco di Angelozzi. E ora, praticamente quindici anni dopo l’inizio di quel sodalizio, continua a crescere con un ruolo sempre più centrale all’interno dell’area sportiva. Nello Spezia che sta prendendo forma, Longo rappresenta uno degli uomini di fiducia di Angelozzi: meno esposto mediaticamente rispetto al direttore sportivo, ma destinato ad avere un peso importante nelle scelte e nella costruzione della squadra.