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Montefiori denuncia disagi, Asl assicura monitoraggi e prepara nuovi interventi
|Sant’Andrea, il caldo riaccende il caso condizionatori: nuovo duello in consiglio comunale
Question time del Pd sulle temperature nei reparti, i guasti agli impianti e il futuro del padiglione 7. L’assessore Guerri: “Gli impianti non sono riutilizzabili, chiesto un finanziamento da 900mila euro”.
Il caldo estivo torna ad accendere i riflettori sulle condizioni dell’ospedale Sant’Andrea. Nel consiglio comunale di ieri il primo punto all’ordine del giorno è stato un question time sul tema presentato dal consigliere del Partito Democratico Andrea Montefiori, che ha portato all’attenzione dell’aula una serie di criticità legate al funzionamento degli impianti di climatizzazione e alla gestione di alcuni reparti. Al centro dell’interrogazione le segnalazioni di temperature interne che avrebbero raggiunto i 33 gradi in reparti chirurgici e medici, il guasto all’impianto di condizionamento dell’ambulatorio di Ginecologia nel padiglione 5, con il conseguente blocco dell’ecografo, ma anche i ritardi nell’utilizzo dei nuovi impianti installati nel padiglione 7, la tempistica per la struttura prefabbricata destinata a Neurologia e Psichiatria e le garanzie di sicurezza per pazienti e operatori ospitati al piano terra dell’edificio dichiarato parzialmente inagibile. E su questi temi si è sviluppato il confronto tra maggioranza e opposizione. “E’ il momento nel quale occorrerebbero delle risposte. Il sistema di raffreddamento del nosocomio ha mostrato tutti i propri limiti tanto che nell’area operatoria così come nei reparti accade che un giorno sì e un giorno no debbano intervenire i tecnici”. Montefiori punta l’indice sulla manutenzione programmatica: “Difficile lavorare come essere pazienti in queste condizioni. Se quindici anni fa questo tema poteva essere affrontato con altre tempistiche è evidente che il cambiamento climatico necessita diversa celerità. Grida vendetta che nel 2022 furono messi impianti nel padiglione 7 che è poi stato dichiarato inagibile: strumentazioni che oggi sarebbero fondamentali e necessarie per gli altri padiglioni in uso”.

Tocca all’assessore alla sanità Giulio Guerri risponde con una lettura della risposta sollecitata e ottenuta dalla direzione dell’area socio-sanitaria locale 5: “Si tratta di problematiche che ho già rappresentato alla direzione dell’area socio-sanitaria, avendo potuto constarle personalmente”. Partendo da una certezza: l’impianto del padiglione 7 non è utilizzabile per altri reparti perché di diversa tecnologia. “Gli uffici hanno verificato le possibilità di finanziamento dell’opera senza evidenziare nessuna possibilità concreta. Si è pensato ad altre ipotesi: adeguare l’intero fabbricato nella sua configurazione attuale con una stima di costi elevata e interventi complessi; la seconda ipotesi è quella di modificare l’edificio mediante la demolizione parziale della sopraelevazione preservando le porzioni dell’edificio recentemente riqualificate, reparto infettivo. E’ stata presentata per questo richiesta di finanziamento regionale per un importo di circa 900mila euro con un investimento complessivo stimato di quasi 1,3 milioni. Nel frattempo l’area 5 ha affidato un monitoraggio costante ogni due settimane nel piano terra del padiglione 7, l’unico in esercizio che presenta condizioni di staticità stabile e stazionaria e che non ha mai dato segni di peggioramento in questi anni”.



