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Organizzato da "Riconvertiamo Seafuture - Restiamo umani"
|Teli, cuscini, carte e giochi da tavolo: sabato un presidio ai Giardini a sostegno dei 12 bangladesi multati
Secondo gli organizzatori le multe sarebbero legate a una concezione di “degrado” che include anche chi trascorre il tempo libero nelle aree verdi.
Sabato sera, ai Giardini pubblici della Spezia, ci sarà chi giocherà a briscola, chi tirerà fuori una scacchiera, chi preferirà un mazzo di carte collezionabili e magari qualcuno si cimenterà persino con Jenga. Il tutto seduto su teli e cuscini, con un obiettivo ben preciso: trasformare una normale serata di giochi in una provocazione pubblica dopo il caso delle multe inflitte a dodici lavoratori bangladesi sorpresi nei giorni scorsi a giocare a carte sulle aiuole.
La vicenda, che ha visto gli agenti della Polizia locale contestare ai dodici uomini, tutti impiegati nei cantieri navali e nautici spezzini, una violazione del regolamento comunale con una sanzione da 200 euro ciascuno, ha rapidamente superato i confini cittadini. La notizia è rimbalzata su numerosi siti d’informazione nazionali, alimentando un acceso dibattito politico e migliaia di commenti sui social network.
Proprio sulla scia delle polemiche, il comitato Riconvertiamo Seafuture – Restiamo umani ha organizzato l’iniziativa “Ci vediamo ai Giardini per giocare a carte o a quello che vuoi”, in programma sabato 11 luglio alle 21 ai Giardini pubblici, all’incrocio tra viale Mazzini e via Pietro Micca, nei pressi del Monumento alla Resistenza.
L’invito rivolto ai cittadini è quello di partecipare portando teli e cuscini per sedersi e i propri giochi preferiti: dalle carte tradizionali ai giochi in scatola, dagli scacchi a Jenga. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di riappropriarsi dello spazio pubblico attraverso un momento di incontro e condivisione.
Il comitato, nel presentare l’iniziativa, ha definito la vicenda delle sanzioni come un episodio legato a una concezione dello spazio pubblico che rischierebbe di escludere alcune forme di socialità. Secondo Riconvertiamo Seafuture – Restiamo umani, infatti, le motivazioni alla base delle multe sarebbero riconducibili a una visione del “degrado” legata anche al semplice utilizzo delle aree verdi per momenti di incontro, soprattutto da parte di persone che escono dal lavoro e scelgono di trascorrere il proprio tempo libero all’aperto.
Gli organizzatori hanno inoltre parlato di “razzismo istituzionale”, “classismo” e di una progressiva riduzione degli spazi pubblici liberi e gratuiti, collegando la vicenda ai temi della trasformazione dei quartieri, della gentrificazione e della crescente commercializzazione degli spazi urbani. Nel mirino del comitato anche il ruolo di alcune segnalazioni da parte di residenti, considerate un elemento che alimenterebbe dinamiche di esclusione sociale.
“Lo spazio pubblico serve per giocare, incontrarsi, vivere la propria socialità, essere felici, conoscersi a prescindere dalla classe sociale, dal colore della pelle e dal timbro sul passaporto”, è il messaggio lanciato dagli organizzatori, che hanno annunciato anche l’intenzione di seguire il caso con il supporto di alcuni avvocati.
La serata sarà inoltre l’occasione, per chi lo desidera e ne ha la possibilità, di contribuire a una raccolta destinata a sostenere i dodici lavoratori che hanno ricevuto la sanzione. La somma raccolta confluirà in una cassa comune per aiutare a coprire le multe da 200 euro.
Gli organizzatori invitano infine i partecipanti a prendersi cura dell’area utilizzata, lasciando puliti i Giardini al termine dell’iniziativa e raccogliendo eventuali rifiuti. “Lo spazio pubblico è di tutti”, è il messaggio scelto per accompagnare una serata che, tra una partita a carte e un gioco da tavolo, punta a trasformare un episodio controverso in un momento di incontro collettivo.



