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per orti sociali e via francigena
|Dalla confisca alla comunità, a Sarzana nuovi progetti sociali per via Fratta e via Triboli

Sarzana destina due beni confiscati alla mafia a progetti sociali. La Giunta comunale ha approvato la delibera n. 155 con cui definisce l’utilizzo di due immobili trasferiti al Comune dall’ANBSC, entrati a far parte del patrimonio indisponibile dell’ente. I beni interessati sono una villetta in via Fratta e un terreno in via Triboli, che saranno destinati a iniziative di interesse pubblico con finalità sociali. La villetta di via Fratta sarà trasformata in un ostello per i pellegrini della Via Francigena, con l’obiettivo di rafforzare il sistema di accoglienza lungo uno dei principali itinerari storico-religiosi che attraversano il territorio sarzanese e valorizzarne il potenziale turistico e culturale.
Per il terreno di via Triboli è invece previsto il progetto “Orti Sociali”, che punta a creare uno spazio dedicato alla coltivazione di fiori, frutta e ortaggi. L’iniziativa mira a favorire inclusione sociale, partecipazione della comunità e attività educative, aggregative e ricreative. Con la stessa delibera, la Giunta ha incaricato gli uffici comunali di predisporre gli avvisi pubblici per l’assegnazione dei due beni, nel rispetto delle norme che regolano il riutilizzo dei patrimoni confiscati alla criminalità organizzata. Le procedure dovranno garantire trasparenza, imparzialità, pubblicità, efficienza e parità di trattamento. I bandi saranno pubblicati nei prossimi giorni all’Albo Pretorio online, sul sito istituzionale del Comune e presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, rimanendo disponibili per 30 giorni consecutivi.
Qualora per uno stesso bene dovessero arrivare più candidature, la scelta del concessionario sarà affidata a una Commissione incaricata di valutare comparativamente i progetti presentati secondo i criteri fissati dal bando. La concessione avrà una durata di cinque anni, con possibilità di rinnovo previa richiesta del concessionario da presentare almeno sei mesi prima della scadenza. I partecipanti dovranno presentare un progetto dettagliato che illustri le attività previste, le competenze del personale, compresi gli eventuali volontari, e le modalità di monitoraggio dei risultati. Potranno concorrere esclusivamente i soggetti previsti dall’articolo 48 del Decreto Legislativo 159/2011.
Saranno escluse le domande che prevedano utilizzi non coerenti con le finalità sociali individuate dall’amministrazione o presentate da soggetti che abbiano contenziosi aperti o situazioni di morosità nei confronti del Comune. L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo nel percorso di recupero e restituzione alla collettività dei beni confiscati alla criminalità organizzata, trasformandoli in strumenti al servizio della comunità.

