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Riconvertiamo Seafuture e Rifondazione: “Giardini pubblici, multe da 200 euro per chi gioca a carte. Si colpiscono i più deboli”

“Se vivi a Spezia e sei bengalese, la vita è difficile quasi come a Minneapolis. Magari non ti sparano in mezzo alla strada, tra l’altro non sarebbe elegante, specialmente nei dintorni delle vie dello shopping, dove i crocieristi sciamano e comprano gelati, focaccia e gadget in quantità tali da rendere felici i venditori, e pazienza se le mastodontiche navi-condominio deturpano irrimediabilmente il mare, l’aria, il paesaggio”.
Inizia così l’intervento con cui il Comitato Riconvertiamo Seafuture – Restiamo umani denuncia l’emissione di una dozzina di multe da 200 euro elevate ai Giardini pubblici nei confronti di un gruppo di persone, in prevalenza lavoratori bengalesi, sanzionate mentre giocavano a carte.

Il Comitato prosegue: “Se sei bengalese e hai l’onere e l’onore di dover reggere da solo la cantieristica spezzina, dove non si vede un operaio bianco neppure se lo paghi, allora ti alzi alle cinque e ti avvii a piedi al Muggiano, perché i cassoni di Atc diretti a Lerici non ti prendono a bordo neppure se fai segno all’autista, come ti hanno insegnato. Lui non può fermarsi perché il mezzo è stipato fino all’inverosimile dagli operai bengalesi che salgono alle prime fermate. Tutti gli altri, che si arrangino. A piedi, in bici, tutta salute. Quando arriveranno le piogge, si vedrà”.

“Se poi sei giovane, e dopo un turno di lavoro nel caldo dei capannoni a 4,50 euro all’ora ti venisse voglia, invece di tornare a casa e buttarti sul materasso a dormire fino alla sveglia delle quattro, di andare ai giardini pubblici e sederti con gli amici sotto un albero, al fresco, a chiacchierare un po’, allora avresti un’amara sorpresa – si legge nella nota -. Mentre la brezza della sera ti porta un po’ di refrigerio e, scalzo, seduto sull’erba, pensi che in fondo c’è qualcosa di piacevole nella tua giornata, devi ricrederti quando due pattuglie della polizia urbana, su segnalazione di qualche cittadino collaborazionista, si fermano proprio davanti a te e ti intimano di alzarti e andartene, non prima di aver comminato, a te e ai tuoi connazionali, con inflessibilità degna di miglior causa, una multa di duecento euro, un quinto del denaro che riesci a mettere insieme in un mese, l’equivalente della rimessa che mandi ai tuoi famigliari rimasti in Bangladesh”.

Il Comitato Riconvertiamo Seafuture – Restiamo umani aggiunge: “I signori e le signore con l’uniforme e la pistola alla cintura, immemori dello spaccio notturno attivo in quegli stessi spazi dove ora contestano ai lavoratori bengalesi il calpestio illegale dell’erba, dimentichi dei duelli rusticani che si compiono tra automobilisti sulle strade cittadine, ignari delle centinaia di italianissimi adolescenti che di notte, nel centro storico, urlano ubriachi fino a mattino e riducono i quartieri a porcilaie, sostengono severi di non far altro che compiere il loro dovere ed eseguire un ordine”.

Il Comitato conclude: “Gli agenti sostengono convinti che il degrado vada in ogni caso combattuto. Noi siamo d’accordo; riteniamo però che il degrado a cui opporsi sia quello democratico, etico, umano che stasera, 6 luglio 2026, ai giardini pubblici della Spezia, si è consumato verso chi non ha fatto nulla di male e non è nella condizione di difendersi”.

Sulla stessa vicenda intervengono anche Luca Marchi e Massimo Lombardi, rispettivamente segretario provinciale di Rifondazione Comunista e consigliere comunale di Rifondazione Comunista/Spezia Bene Comune, che parlano di “accanimento contro chi non rappresenta alcun pericolo per la collettività”.
“Apprendiamo con indignazione che, la sera del 6 luglio, ai giardini pubblici della Spezia, alcune persone sono state sanzionate con una multa di 200 euro per aver giocato a carte.

Se l’obiettivo dichiarato è il contrasto al degrado urbano, riteniamo che ci si stia accanendo contro chi non rappresenta alcun pericolo per la collettività, mentre restano irrisolti i problemi reali che affliggono la nostra città”.

“Da una parte – proseguono i due esponenti di Rifondazione – nella nostra città migliaia di lavoratrici e lavoratori immigrati, in particolare provenienti dal Bangladesh, garantiscono ogni giorno il funzionamento del comparto della cantieristica navale e di altri settori essenziali dell’economia locale. Sono persone che svolgono lavori durissimi, spesso con orari massacranti e in condizioni di precarietà, e che troppo frequentemente subiscono discriminazioni nell’accesso ai servizi, ai trasporti e agli spazi della città”.

“Colpire con sanzioni così pesanti chi, dopo una giornata di lavoro, si ritrova in un giardino pubblico per trascorrere qualche ora in compagnia significa scegliere ancora una volta la strada della repressione invece di quella dell’inclusione e della convivenza”, sottolineano Marchi e Lombardi.

Secondo Rifondazione, “il degrado da combattere è un altro: è quello prodotto dalle disuguaglianze sociali, dallo sfruttamento del lavoro, dalla precarietà, dal razzismo e da politiche securitarie che individuano nei più deboli un facile bersaglio, anziché affrontare le vere responsabilità del disagio urbano”.

“Una città democratica non si costruisce con le multe e con la criminalizzazione della socialità, ma investendo nei servizi pubblici, nei trasporti, negli spazi di aggregazione, nei diritti e nell’inclusione sociale”.

Marchi e Lombardi annunciano infine un’iniziativa politica: “Chiederemo, attraverso un’apposita interrogazione, se tali disposizioni siano frutto di un’indicazione della giunta oppure siano state assunte autonomamente dal Comando della Polizia Locale. E, francamente, non sappiamo quale delle due ipotesi sarebbe più grave”.