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“Quasi Picturae”, il progetto di Lorenzo D’Anteo in mostra alla Project Room del CAMeC

Il CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia presenta QUASI PICTURAE, progetto di Lorenzo D’Anteo ospitato nella Project Room, spazio del museo dedicato ai focus sugli artisti contemporanei, a ingresso gratuito. La mostra, che sarà inaugurata venerdì 10 luglio alle 19.00 (seguirà un deejay set fino alle 23.00 in una serata aperta a tutti), “propone un affondo nella ricerca dell’artista, mettendo in evidenza un nucleo di opere in cui pittura, scultura e disegno si incontrano in un territorio volutamente ibrido – si legge in una nota di presentazione -. Al centro del percorso di D’Anteo si colloca Alfabeto ad Olio, una serie di dipinti su piccole tele, realizzati durante il periodo della clausura forzata legata alla pandemia. In quel tempo sospeso, segnato dall’isolamento e dalla rarefazione dei rapporti con l’esterno, D’Anteo concentra la propria attenzione su un soggetto essenziale e originario: l’alfabeto. Le lettere diventano così il punto di partenza per una libera interpretazione pittorica, nella quale ogni segno alfabetico prende forma attraverso oggetti, figure, frammenti e suggestioni provenienti da un immaginario personale, domestico, grottesco e talvolta perturbante”.

Lorenzo D’Anteo (La Spezia, 1973) si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Carrara in scultura. E’ stato fra i fondatori del locale Btomic alla Spezia (2011 – 2016), spazio alternativo che ha ospitato concerti, mostre, performance e produzioni teatrali. Nelle ultime due decadi, il suo lavoro si è sviluppato attraverso l’uso di tre media principali: disegno, scultura e pittura a olio. L’artista si è avvicinato a questi linguaggi con consapevolezza, attratto dal legame profondo che essi intrattengono con la tradizione e dalla possibilità di rielaborarne forme, codici e riferimenti in una chiave personale. Le tematiche ricorrenti della sua ricerca nascono da inquietudini e visioni individuali, ma si aprono anche a tensioni provenienti dal vissuto collettivo, culturale, sociale e simbolico. Il suo immaginario si costruisce attraverso stratificazioni, contaminazioni e accostamenti inattesi, nei quali convivono elementi grotteschi, riferimenti alla storia dell’arte, suggestioni popolari, tracce della cultura visiva contemporanea e forme di ironia perturbante.

Lorenzo D'Anteo (ph. Francesco Barrella)
Lorenzo D’Anteo (ph. Francesco Barrella)

“In un mondo dove tutto scorre veloce e in maniera frenetica, QUASI PICTURAE ci invita a fermarci e a osservare, riflettendo sul nostro quotidiano – dichiara il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini -. È un monito per tornare alle origini e riscoprire le nostre radici, come in Alfabeto ad Olio: un semplice tombino su cui poggia una sigaretta spenta diventa l’ispirazione per un’opera d’arte, ricreando la lettera D. Un’immagine comune, che vediamo ogni giorno passeggiando per le vie, a cui forse non abbiamo mai dato importanza. Ed è proprio qui il senso di questa esposizione: dare valore alle cose più banali, che in QUASI PICTURAE si caricano di nuovi significati, diventando dinamiche, a tratti grottesche, ma anche rassicuranti e strettamente personali. Lorenzo D’Anteo riesce così a catturare l’istantanea di un ambiente domestico mettendo in dialogo linguaggi artistici diversi tra pittura, scultura e disegno. Sono orgoglioso che la mostra di un artista spezzino che ha dato un contributo concreto alla vita culturale della nostra città venga ospitata in uno spazio come la Project Room del CAMeC, un luogo accessibile a tutti e pensato per accogliere percorsi espositivi innovativi e autonomi, dando voce a talenti unici”.

“La Project Room rappresenta uno degli spazi più innovativi del CAMeC: un luogo dedicato alla ricerca, alla sperimentazione e all’approfondimento, pensato per accogliere progetti capaci di offrire al pubblico nuove chiavi di lettura dell’arte contemporanea – dichiara Andrea Corradino, presidente di Fondazione Carispezia – In questo contesto, siamo particolarmente felici di ospitare il lavoro di Lorenzo D’Anteo, artista spezzino che nel corso degli anni ha sviluppato una ricerca personale e riconoscibile, intrecciando linguaggi diversi e costruendo un immaginario originale. Valorizzare gli artisti del territorio significa contribuire alla crescita culturale della comunità e rafforzare il legame tra il museo e il contesto in cui opera, offrendo visibilità a percorsi che nascono qui ma dialogano con temi e sensibilità di respiro più ampio”.

“Gerhard Wolf ha rielaborato la collezione permanente del CAMeC all’insegna del verbo ‘aprire’, ed è questa la funzione più importante di un museo – dichiara Giacomo Bei, presidente del Comitato di gestione del CAMeC – Siamo davvero grati a Lorenzo D’Anteo, un artista che supera i confini del territorio e che sarebbe considerato un importante artista in qualsiasi territorio lui vivesse; ci piace tuttavia pensare che qui alla Spezia trovi una ispirazione ‘speziale’, tale da offrire contenuto e lessico al suo Alfabeto. C’è forse un modo migliore per un artista di raccontarsi se non attraverso un suo personale Alfabeto?”.