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la consigliera replica all'assessore borrini: "proroga mai transitata da ufficio presidenza anci"
|Ponte di via Falcinello, Casini: “Basta alibi, l’Amministrazione risponda nel merito”
“Come accade ormai da oltre otto anni, questa Amministrazione, pur di non assumersi le proprie responsabilità, continua a seguire uno schema ormai ben collaudato: attribuisce le colpe a chi governava prima, scarica le responsabilità sulle imprese appaltatrici dimenticando che chi amministra ha il dovere di vigilare sull’andamento dei lavori, oppure, come in questo caso, getta la palla in tribuna cercando qualsiasi pretesto utile a sviare l’attenzione e ad alimentare la confusione, evitando così di affrontare i veri problemi”. Lo dichiara la capogruppo del Partito Democratico di Sarzana Beatrice Casini, replicando alle affermazioni dell’assessore Borrini sulla vicenda del ponte di via Falcinello.
“Parliamo di un’opera – prosegue la consigliera – annunciata in pompa magna che avrebbe dovuto essere conclusa entro dicembre 2023 e che invece registra ormai oltre due anni e mezzo di ritardo. Prima di entrare nel merito della vicenda, è però necessario chiarire un aspetto. L’assessore richiama il ruolo di Coordinatrice regionale di Anci Giovani ma dimostra di non conoscere nemmeno il funzionamento dell’associazione. La proroga cui fa riferimento non è mai transitata dall’Ufficio di Presidenza di Anci, del quale faccio parte, ne tantomeno dal Coordinamento Giovani perché si tratta di decisioni assunte dal Ministero e non dall’associazione dei Comuni. Ben diverso è il ruolo di un assessore comunale, che dovrebbe amministrare con competenza il proprio settore, garantire trasparenza e mantenere costantemente informati il Consiglio comunale e la cittadinanza. Ed è proprio sotto questo profilo che il caso del ponte di via Falcinello rappresenta un esempio emblematico.
I consiglieri comunali e i cittadini non sono mai stati informati della proroga del progetto né del fatto che l’intervento, indicato ancora come finanziato con risorse PNRR nell’allegato 43 al rendiconto approvato in consiglio nell’aprile 2026, sia stato successivamente trasferito su finanziamenti statali. Non risulta alcuna delibera, determina o comunicazione specifica che abbia illustrato questo passaggio e individuato le opere interessate dalla proroga prevista fino al 30 settembre”.
Casini torna quindi sulle questioni che, a suo giudizio, l’Amministrazione continua ad evitare. “Un assessore serio avrebbe dovuto spiegare perché il Comune abbia chiesto al Ministero circa 666 mila euro per finanziare la demolizione e la ricostruzione del ponte di via Falcinello quando, già dal 2018, avrebbe potuto e dovuto escutere la fideiussione rilasciata da Unipol Assicurazioni e sottoscritta dalla cooperativa La Marina proprio a garanzia della realizzazione dell’opera. Avrebbe dovuto chiarire se sia corretto utilizzare risorse pubbliche statali per finanziare un intervento che risultava già coperto da garanzie economiche private. Avrebbe dovuto spiegare come sia possibile che un’opera avviata nel marzo 2023, con conclusione prevista entro dicembre dello stesso anno, sia ancora oggi incompiuta e continui a rincorrere le scadenze imposte dai finanziamenti. E avrebbe dovuto farlo senza attribuire alla pioggia oltre due anni e mezzo di ritardi, una giustificazione che appare poco credibile di fronte ai pesanti disagi sopportati dai cittadini e al presumibile incremento dei costi dell’intervento. L’assessore avrebbe inoltre dovuto informare la città sulla destinazione dei circa 1,9 milioni di euro incassati attraverso l’escussione della polizza Unipol, avvenuta soltanto pochi mesi fa e solo dopo le ripetute sollecitazioni dell’opposizione. La ricostruzione del ponte di via Falcinello avrebbe dovuto essere un’opera interamente finanziata dal soggetto privato, come avvenuto per il ponte gemello dell’Olmo, trattandosi di un intervento finalizzato all’eliminazione del rischio idraulico e funzionale alla realizzazione dell’intervento edilizio previsto sulla Variante Cisa. Invece, rispetto agli impegni assunti e alle aspettative create, abbiamo assistito a tutt’altro: ritardi continui, scadenze mancate, informazioni mai fornite e continui tentativi di spostare l’attenzione dalle responsabilità politiche ai pretesti del momento. I cittadini – conclude – non chiedono polemiche ma trasparenza, chiarezza e opere pubbliche concluse nei tempi promessi. Su questo, finora, l’Amministrazione ha dato risposte del tutto insufficienti”.


