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capogruppo pd: "la scadenza pnrr non è stata rispettata"
|Ponte di via Falcinello, interrogazione di Casini: “30 giugno termine di legge, la Giunta smetta di scaricare le proprie responsabilità sulla ditta”
“Ho depositato un’interrogazione consiliare per fare piena chiarezza sulla vicenda del ponte di Via Falcinello, sui ritardi accumulati, sulle eventuali responsabilità dell’Amministrazione comunale e sui maggiori costi che potrebbero ricadere sulle casse del Comune”. Lo afferma la capogruppo Pd di Sarzana Beatrice Casini, che prosegue: “C’è infatti un aspetto fondamentale che la Giunta continua ad omettere e che invece merita di essere chiarito ai cittadini: il termine del 30 giugno 2026 per l’ultimazione dei lavori è un termine tassativo previsto dalla Legge 20 aprile 2026, n. 50. Si tratta della data entro la quale l’opera deve essere materialmente ultimata. È cosa ben diversa dal termine del 30 settembre 2026, richiamato recentemente dalla Direzione Lavori, che riguarda esclusivamente la rendicontazione finale e il collaudo dell’intervento. Confondere questi due termini significa creare un’evidente ambiguità. La legge impone che i lavori siano conclusi entro il 30 giugno, mentre successivamente potranno essere completati gli adempimenti amministrativi e il collaudo. E questo ovviamente vale per tutte le opere finanziate da fondi PNRR”.
Casini quindi osserva: “Alla luce dello stato attuale del cantiere, la scadenza non è stata rispettata. Non mancano soltanto l’asfaltatura e le prove di carico, come sostenuto dalla Direzione Lavori ma anche opere essenziali nell’alveo del torrente, a partire dal completamento dei sottoservizi. Interventi che richiedono tempi tecnici non comprimibili. Ma c’è un’altra circostanza che l’Amministrazione sembra voler far dimenticare. I lavori furono affidati il 13 marzo 2023 con un tempo contrattuale di 240 giorni. Eppure, appena poche settimane dopo la consegna del cantiere, il 28 aprile 2023, la Direzione Lavori fu costretta a sospendere l’intervento a causa del contenzioso con E-Distribuzione relativo allo spostamento dei cavidotti e alla copertura dei relativi costi. Una sospensione durata fino al 25 novembre 2024, pari a circa un anno e sette mesi, per un’opera che avrebbe dovuto essere completata in otto mesi. Un ritardo enorme che non appare imputabile all’impresa esecutrice ma a problematiche organizzative e procedurali della stazione appaltante. Del resto, dagli atti della Conferenza dei Servizi emerge che E-Distribuzione aveva già evidenziato nel 2021 la necessità di richiedere con congruo anticipo il preventivo per lo spostamento degli impianti elettrici, con costi a carico del Comune. Per questo lasciano perplessi le dichiarazioni dell’Assessore, secondo cui “Abbiamo sollecitato la ditta, ora tocca alla ditta”, arrivando addirittura a prospettare l’applicazione di penali.
Prima di puntare il dito contro l’impresa, sarebbe opportuno ricordare che proprio l’Amministrazione ha tenuto fermo il cantiere per oltre un anno per vicende che avrebbe dovuto affrontare e risolvere prima ancora dell’avvio dei lavori. Una sospensione così lunga avrebbe persino potuto legittimare l’impresa a chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni subiti. Con l’interrogazione ho quindi chiesto al Sindaco e alla Giunta di riferire se l’impresa abbia presentato riserve per il lungo periodo di sospensione dei lavori e quale sia il loro eventuale contenuto ed importo; di quantificare tutti i maggiori costi sostenuti dal Comune a causa dei ritardi, dal bus navetta alla viabilità alternativa, fino agli eventuali aumenti dei prezzi dei materiali e agli ulteriori oneri tecnici e amministrativi; di chiarire con quali risorse economiche tali costi saranno coperti; e soprattutto di dire con assoluta trasparenza perché non è stato rispettato il termine tassativo del 30 giugno 2026 previsto dalla legge per l’ultimazione dei lavori e quali conseguenze potrebbero derivarne. I cittadini hanno sopportato per mesi pesanti disagi alla viabilità e alle attività economiche. Oggi meritano risposte chiare, non dichiarazioni che tentano di spostare altrove responsabilità che, alla luce degli atti, sembrano avere origine ben diversa”.


