"confondere le norme porta a conclusioni sbagliate"
|Ponte di via Falcinello, Borrini: “Allarme infondato, il termine è il 30 settembre, non il 30 giugno. Nessun fondo Pnrr è a rischio”
L’assessore: “La capogruppo Pd Beatrice Casini presenta come un pericolo una proroga che l’ANCI, di cui è coordinatrice regionale dei giovani amministratori, ha ottenuto per tutti i Comuni italiani”.
“L’allarme secondo cui i fondi del ponte di via Falcinello sarebbero a rischio è oggi infondato e poiché riguarda i soldi dei sarzanesi, va chiarito subito: il termine per l’ultimazione dei lavori è il 30 settembre 2026, come gli uffici competenti hanno ribadito anche in commissione consiliare”. Così Giorgio Borrini, assessore alle Infrastrutture del Comune di Sarzana che continua: “La ragione è tecnica ma semplice, come hanno già avuto modo di confermare gli uffici competenti nelle sedi istituzionali. Il ponte è una cosiddetta “media opera” della legge 145 del 2018, con la quale abbiamo finanziato molti interventi attesi da tempo dai sarzanesi: dalle frane della panoramica alla Fortezza a via Terma a Prulla, dall’efficientamento della scuola di Nave alla passerella di via Emiliana, fino alle barriere del ponte di via Cisa e altre, tutte portate a termine. Con la revisione del Piano è oggi finanziata direttamente con fondi nazionali. Per queste opere il Milleproroghe 2026 ha fissato l’ultimazione dei lavori al 30 settembre. Il termine del 30 giugno, previsto dalla legge 50 del 2026, riguarda soltanto gli interventi ancora finanziati con risorse del Pnrr: evidentemente non questo. Confondere le norme porta a conclusioni sbagliate. Sono questioni amministrative, già chiarite dai nostri uffici comunali: la proroga al 30 settembre è servita proprio a mettere al riparo i contributi dei Comuni, ed è frutto di una lunga battaglia dell’Anci, l’associazione che rappresenta tutti i Comuni italiani. Qui sta il paradosso: la consigliera Casini è coordinatrice di Anci Giovane Liguria e presenta come un pericolo una misura che la sua stessa associazione ha rivendicato con orgoglio pochi mesi fa. Per sapere come stavano le cose sarebbe bastato informarsi direttamente: negli uffici comunali, come ho fatto io e come hanno fatto i suoi colleghi in Commissione consiliare, o in Anci. Un consigliere, di maggioranza o di opposizione, ha verso i cittadini il dovere di un’informazione corretta, non dell’allarme infondato. Sul modo di fare opposizione non entro: lo lascio al giudizio dei cittadini. Mi auguro solo che, almeno su questo punto, la consigliera al pari di ogni sarzanese possa oggi sentirsi rassicurata. Su un aspetto, però, la consigliera ha ragione, e lì mi troverà al suo fianco, come a quello di ogni sarzanese: il cantiere deve concludersi. Ciò che grava sui cittadini è il ponte chiuso dal settembre 2024, e ogni ritardo accumulato da allora sui cronoprogrammi depositati aggrava i disagi che già sopportano. L’ultimo slittamento non risulta ancora giustificato: ho chiesto, e continuo a chiedere, che ogni ritardo non giustificato sia affrontato con ogni azione a tutela dell’Ente e, soprattutto, che l’opera si chiuda nel più breve tempo possibile, attuando ogni strumento giuridico e tecnico a disposizione a tutela della comunità. La sola cosa che conta è che le famiglie di via Falcinello, via Villefranche e via Paradiso, che da troppo tempo sopportano un disagio reale, riabbiano presto il loro ponte: opera conclusa e interamente rendicontata, senza un euro di danno per il Comune. In questi giorni sono al lavoro sul cantiere soggetti terzi, i gestori delle reti esterne. Restano poi da completare, come ricordato dalla stessa consigliera, le prove di carico, l’asfaltatura e lo smobilizzo del cantiere. Chiediamo che le lavorazioni residue si concludano nel più breve tempo possibile, per restituire ai sarzanesi il loro ponte finalmente in sicurezza e ben prima del termine, quello vero, del 30 settembre”.



