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La performance "Codice umano" ha chiuso "City open museum"
|La Fura dels Baus all’ex Vaccari, fra il sogno di Nova e la sfida dell’Intelligenza artificiale
Nella sala gremita dell’ex opificio la compagnia catalana e gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Carrara hanno concluso il percorso del progetto di arte diffusa transmediale e partecipata finanziato dal PNRR.
L’ambizioso “Progetto Nova”, ideato oltre dieci anni fa per il rilancio dell’ex Ceramica Vaccari di Santo Stefano, non ha trovato nel tempo lo sviluppo immaginato alla sua nascita. Tra contenziosi, timido interesse del territorio e una difficile sostenibilità economica, il percorso si è via via arenato, fatta eccezione per sporadici appuntamenti come il festival Fisiko! che quest’anno si terrà però soltanto a Sarzana. L’intuizione dell’allora sindaco Juri Mazzanti guardava infatti ai grandi esempi di rigenerazione dell’archeologia industriale, immaginando l’ex opificio come un luogo capace di ospitare stabilmente produzioni artistiche e culturali di respiro internazionale. Proprio per questo la presenza della Fura dels Baus nella serata di lunedì ha assunto un valore che è andato oltre il singolo spettacolo. Per una sera gli spazi della Vaccari hanno restituito l’immagine del centro culturale che Nova aveva immaginato.

Agli albori del progetto, infatti, la performance dell’acclamata compagnia catalana – già protagonista in passato di imponenti spettacoli alla Festa della Marineria della Spezia e alle cave di Fantiscritti a Carrara – avrebbe rappresentato la consacrazione ideale della trasformazione del sito da polo industriale a creativo. Un passaggio che a distanza di molti anni si è finalmente concretizzato – anche se solo per un’occasione eccezionale – grazie ai fondi del Pnrr e all’intuizione dei docenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, che hanno puntato su Santo Stefano per l’appuntamento conclusivo del progetto COM – City Open Museum. Una scelta premiata dal rapido esaurimento delle prenotazioni gratuite (tanto da rendere necessaria anche una preview speciale) e dallo stupore dei molti spettatori, sorpresi di poter assistere a quello che ha avuto a tutti gli effetti i crismi dell’evento.

In questa cornice ha preso forma “Codice umano”, laboratorio di creazione scenica diretto da Pera Tantiñà. Partendo proprio dall’argilla, elemento identitario dell’ex opificio, l’opera ha raccontato la progressiva trasformazione del rapporto tra uomo e macchina: dal gesto manuale, fisico e imperfetto, fino alla crescente delega di funzioni creative e decisionali all’Intelligenza artificiale. Determinante in tal senso il lavoro svolto dagli studenti e dalle studentesse dell’Accademia, protagonisti attivi nella realizzazione delle scenografie, delle installazioni, delle performance e dei contenuti video, sotto la direzione dei professori Italo Grassi e Flavio Lazzeri e con il coordinamento organizzativo di Fabiola Manfredi. Impeccabile anche la sonorizzazione dal vivo di Emiliano Bagnato, che ha accompagnato l’evoluzione dello spettacolo amplificandone tensioni, ritmi e suggestioni. Un’esperienza immersiva che ha saputo dialogare con gli spazi della Vaccari, valorizzandone il fascino, identità industriale e potenzialità sceniche ancora molto forti.



