Inaugurazione al castello
|Dal ritrovamento del dipinto di Van Cleve a una mostra che racconta Lerici lungo mezzo millennio
Inaugurata questo pomeriggo al castello di Lerici la mostra “Il dipinto ritrovato”, visitabile fino al 20 agosto. Ideata da Roberto Besana e curata da Simone Vallerini con il contributo critico della storica dell’arte Marzia Ratti, l’esposizione nasce attorno al ritrovamento nel corso di un’asta di un dipinto cinquecentesco attribuito a Hendrick Van Cleve III, maestro fiammingo del XVI secolo, considerato dagli studiosi all’origine della più antica matrice iconografica conosciuta di Lerici e del suo castello. Per secoli ritenuta perduta, l’opera è riemersa recentemente sul mercato internazionale dell’arte e, entrata in possesso del collezionista e antiquario Antonio Gentile, viene oggi presentata al pubblico per la prima volta grazie alla disponibilità del proprietario, che l’ha donata al Comune di Lerici. “Un ritrovamento che consente di ricostruire le origini della rappresentazione visiva del borgo e di comprendere come quell’immagine abbia influenzato generazioni di artisti, incisori, viaggiatori e studiosi”, sottolinea una nota del Comune di Lerici. Attorno al dipinto si sviluppa un percorso espositivo che raccoglie oltre cinquanta opere tra stampe, incisioni, volumi antichi e dipinti provenienti da collezioni pubbliche e private, opere che documentano l’evoluzione dell’immaginario lericino dal Cinquecento al Novecento. “Particolarmente significativo è il contributo di alcuni collezionisti privati che hanno scelto di sostenere concretamente questo progetto culturale – osservano ancora da Palazzo civico -. Fra questi, il collezionista Massimiliano Vecchi, il donatore della raccolta di stampe e volumi antichi esposta in mostra, che entrerà a far parte del patrimonio comunale al termine dell’esposizione. Un gesto di straordinario valore civico che consentirà alla comunità di conservare, studiare e valorizzare un corpus documentario unico, destinato a essere custodito presso la biblioteca comunale”.
“Questa mostra rappresenta molto più di un’esposizione d’arte. Racconta il modo in cui una comunità ha costruito e custodito nel tempo la propria immagine – dichiara il sindaco Marco Russo -. Il castello di Lerici è da secoli il simbolo più riconoscibile del nostro territorio e vedere oggi riemergere quella che può essere considerata la sua più antica rappresentazione significa recuperare un tassello prezioso della nostra memoria collettiva. Raccolgo quindi, con convinzione, il lavoro avviato dall’amministrazione che ci ha preceduto e che ha reso possibile questo importante progetto culturale. Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine ai curatori, ai proprietari delle opere, ai collezionisti che hanno collaborato alla realizzazione della mostra e, in particolare, a coloro che hanno scelto di donare al Comune parte delle loro raccolte. Grazie alla loro generosità, un patrimonio che apparteneva a pochi diventa oggi patrimonio di tutti, a disposizione delle future generazioni e della ricerca storica. Ringrazio anche il Rotary Stella Maris che ha partecipato come sponsor all’iniziativa”.
“L’idea di questa mostra è nata dal ritrovamento di un dipinto attribuito a Hendrick Van Cleve III, un’opera che ha riacceso l’interesse per le origini dell’iconografia di Lerici e del suo castello – afferma Roberto Besana, ideatore e sviluppatore del progetto -. Da quel momento abbiamo costruito un percorso che, attraverso oltre sessanta dipinti, disegni e incisioni, ricostruisce l’evoluzione dell’immagine di Lerici nella cultura figurativa europea, mostrando come un piccolo borgo del Golfo sia diventato, nei secoli, un soggetto ricercato da artisti, viaggiatori e collezionisti. Il mio auspicio è che il visitatore non si limiti ad ammirare la qualità delle opere esposte, ma possa comprendere il processo storico e culturale che ha trasformato Lerici in un’icona del paesaggio italiano”.
“Ogni mostra è il risultato di una ricerca, ma in questo caso il percorso è stato quasi una scoperta continua – le parole di Simone Vallerini, antiquario e curatore -. Da un dipinto ritenuto perduto siamo arrivati a ricostruire una trama di opere, collezioni e testimonianze che raccontano quattro secoli di storia figurativa di Lerici. Il lavoro di selezione ha privilegiato la qualità e il valore documentario delle opere, permettendo di riunire dipinti, stampe e disegni che difficilmente si possono vedere insieme. È questo, credo, il vero valore dell’esposizione: offrire una lettura nuova e fondata dell’iconografia di Lerici attraverso opere autentiche e spesso poco conosciute”.
“Con il tempo ogni collezionista si interroga sul futuro della propria raccolta, consapevole che essa custodisce non solo opere, ma anche conoscenze, ricerca e memoria. Da questa riflessione nasce la scelta di donare la mia collezione di antiche vedute di Lerici alla comunità, affinché diventi patrimonio condiviso e accessibile a tutti. Un gesto di riconoscenza verso un territorio che da molti anni accoglie la mia famiglia e al quale desidero restituire una parte della sua storia”, dichiara il collezionista e donatore Massimiliano Vecchi.





