lo spezia farà un calcio propositivo
|Angelozzi cerca “concetti e organizzazione di gioco”, prende piede la candidatura di Gorgone
Nei prossimi giorni si chiude per il tecnico. “Non l’ho ancora scelto anche perché abbiamo a libro paga un allenatore che è molto bravo ma anche molto costoso”.
Marco Turati verso il Catanzaro nonostante non abbia il patentino per allenare in serie B; aspetto questo che, dopo il caso Sampdoria degli scorsi tempi, non viene più vissuto con leggerezza. Si chiude quindi la strada che porta all’ex collaboratore di Italiano, già in aquilotto per due stagioni, per il ruolo di nuovo allenatore dello Spezia che Guido Angelozzi sta cercando attivamente dalle scorse ore. Le idee del direttore sul tipo di calcio da proporre non sono cambiate negli ultimi sei anni. “Nelle mie passate esperienze qui ho portato Pasquale Marino, che ha gettato le basi, e poi Vincenzo Italiano con cui abbiamo ottenuto la promozione. A me piace il calcio propositivo. Ancora non so chi sarà l’allenatore, ma l’indirizzo è questo”.
Anche per la scelta della guida tecnica si applicano i princìpi del New Deal post retrocessione. “Che sia un emergente o uno di esperienza, deve portare concetti precisi di organizzazione di gioco. Non l’ho ancora scelto anche perché abbiamo a libro paga un allenatore che è molto bravo ma anche molto costoso”. Il riferimento è ovviamente a Luca D’Angelo, con cui un anno fa si sfiorava il ritorno in serie A. Ha ancora un anno di contratto e al momento potrebbe rimanere fuori dal risiko delle panchine cadette nonostante sia uno dei migliori professionisti della categoria, numeri alla mano, degli ultimi cinque anni. “Devo studiare il profilo economico della società prima di scegliere. Il passo deve essere finanziario e tecnico. Non vi aspettate grandi nomi perché non siamo nelle condizioni. Torniamo umili e sono convinto che ci toglieremo delle grandi soddisfazioni”, conclude Angelozzi.

Un discorso che quindi sembra escludere Mimmo Toscano, tra i big della categoria recentemente accostati agli aquilotti, ma invece spalanca una strada a Giorgio Gorgone. Romano, cinquant’anni tra poco più di un mese, retrocesso in serie C insieme allo Spezia con il Pescara, che aveva rivitalizzato a partire da metà inverno per poi perdersi nel finale. Gioca con il 4-3-3, conosce la categoria per aver fatto miracoli con una Lucchese societariamente in difficoltà negli scorsi anni. Il costo è quello giusto. Un altro manipolo di tecnici corrisponde all’identikit: Troise, De Giorgio, Andreoletti, Diana. Per la scelta finale non ci vorrà molto.






