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I giovani della Pubblica assistenza spezzina formano gli studenti del Capellini Sauro al primo soccorso

Lezioni di cittadinanza attiva e manovre salvavita guidate dai giovani volontari per promuovere la cultura del dono e superare le barriere generazionali.

I giovani della Pubblica assistenza della Spezia formano i giovani: al Capellini Sauro il primo soccorso diventa una scelta di vita. Non solo libri e banchi di scuola, ma una vera e propria prova di cittadinanza attiva. Gli studenti sono stati i protagonisti delle giornate di formazione dedicate al primo soccorso e alla cultura del volontariato. Il corso ha avuto un valore aggiunto straordinario: a salire in cattedra non sono stati solo “adulti”, ma giovani soccorritori della Pubblica assistenza della Spezia di 20 e 21 anni, ragazzi poco più grandi degli studenti in aula, che già oggi prestano servizio attivo come volontari soccorritori sulle ambulanze e nelle emergenze del territorio. Questo passaggio di testimone “tra pari” ha permesso di abbattere ogni barriera, trasformando la lezione in uno scambio diretto e coinvolgente .

Sotto la guida dei giovani formatori Alessia Sara, Simone e Tommaso gli studenti hanno affrontato i temi cruciali della catena del soccorso: la gestione della chiamata d’ emergenza al 112, dove gli studenti hanno imparato che mantenere la calma e fornire informazioni precise come il luogo esatto dell’ evento e lo stato di coscienza dell’ infortunato è il primo passo indispensabile per attivare la macchina dei soccorsi. La parte pratica ha permesso ai ragazzi di cimentarsi con le manovre salvavita, tra cui la Rianimazione Cardiopolmonare (RCP), con la quale i ragazzi hanno imparato a riconoscere un arresto cardiaco e a intervenire con il massaggio cardiaco, comprendendo l’importanza di mantenere il ritmo per “comprare tempo” in attesa dei soccorsi professionisti; la disostruzione delle vie aeree, dove attraverso simulazioni pratiche (come la celebre manovra di Heimlich), gli studenti hanno appreso come intervenire prontamente in caso di soffocamento da corpo estraneo, un incidente purtroppo comune a ogni età; e la Posizione Laterale di Sicurezza (PLS), in cui è stata illustrata la tecnica per mettere in sicurezza una persona priva di coscienza ma che respira, garantendo che le vie aeree rimangano libere.

Competenze pratiche che, se diffuse capillarmente tra i giovani, possono davvero fare la differenza tra una tragedia e una vita salvata. L’obiettivo principale dell’incontro è stato orientare le nuove generazioni verso il mondo del volontariato. Vedere ragazzi di vent’anni già impegnati come soccorritori attivi ha dimostrato agli studenti che essere parte integrante del soccorso pubblico non è un traguardo lontano, ma una possibilità concreta e gratificante. La realizzazione di questo progetto è stata possibile grazie alla sensibilità e alla lungimiranza del corpo docente. In particolare , si ringraziano il dirigente Antonio Fini ed i docenti del dipartimento di scienze motorie dell’ Istituto che hanno fortemente promosso l’iniziativa, riconoscendo l’importanza di integrare il percorso didattico con competenze salva vita e valori etici fondamentali. “L’obiettivo – spiegano i referenti del progetto -, non è solo insegnare una manovra tecnica, ma mostrare che ciascuno di loro può essere una risorsa preziosa per la comunità. Vedere l’impegno dei loro coetanei soccorritori è lo stimolo migliore per uscire dall’indifferenza e mettersi in gioco in prima persona. L’entusiasmo dimostrato dagli studenti dell’Istituto Capellini Sauro conferma quanto sia fondamentale portare questi temi a scuola. In un’età in cui si inizia a guardare alle proprie responsabilità di adulti, scoprire che il volontariato è una scelta di crescita personale accessibile a tutti rappresenta un seme fondamentale per la costruzione di una comunità più sicura, consapevole e solidale”.