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La nota
|Murati vivi: “La scelta di murare i marolini e la città è politica”
“Oggi la Marina militare amministra la nostra città e ne dispone come meglio crede. Lo può fare in virtù di un’assenza totale di interlocuzione politica da parte della comunità. Chi dovrebbe rappresentare la comunità spezzina – proseguono i Murati vivi – si limita a gestire l’ordinario, a comunicare le missive del Comando Marina Nord, senza proporre un disegno alternativo e possibile.
Un vulnus nato ai primi vagiti della tinteggiatura di blu della base, che per adeguare i moli militari spezzini agli standard Nato, millanta sostenibilità senza spendere un euro in bonifiche dei tanti siti inquinati, lasciando che i relitti ormeggiati da anni, per esempio, prendano fuoco alle banchine. Con gli oltre 800 milioni stanziati dai vari governi la base spezzina avrebbe potuto riorganizzarsi in modo serio e organico, mentre oggi ci troviamo di fronte ad un ampliamento di un corpaccione che non ha più nulla a che fare con i fasti che taluni politici (e non solo) proseguono a idolatrare. Oggi, con la finzione della sicurezza di una base ottocentesca, si coglie il pretesto di impedire, di fatto, l’unico sbocco a mare per Marola. E’ solo l’antipasto di un disegno in cui la privazione di spazi, e di un futuro pianificatorio innovativo, prende il posto lasciando intatto i disastri ambientali che all’interno permarrebbero”.


