Logo

Temi del giorno:

Murati vivi: “La scelta di murare i marolini e la città è politica”
“Il lento stillicidio delle vicende legate alle aree militari appare un indegno proscenio di passerelle, prive di sostanza e intrise di menzogne e propaganda. Una sola verità emerge: Marola e la città, con questa classe dirigente, non hanno un futuro. Negati spazi di un’immensa area inutilizzata. Negate le bonifiche di un’immensa area inquinata. Il resto sono solo tentativi di imitare il Conte Mascetti, senza far ridere”. Lo affermano in una nota stampa i rappresentanti dell’associazione marolina “Murati vivi”.

“Oggi la Marina militare amministra la nostra città e ne dispone come meglio crede. Lo può fare in virtù di un’assenza totale di interlocuzione politica da parte della comunità. Chi dovrebbe rappresentare la comunità spezzina – proseguono i Murati vivi – si limita a gestire l’ordinario, a comunicare le missive del Comando Marina Nord, senza proporre un disegno alternativo e possibile.
Un vulnus nato ai primi vagiti della tinteggiatura di blu della base, che per adeguare i moli militari spezzini agli standard Nato, millanta sostenibilità senza spendere un euro in bonifiche dei tanti siti inquinati, lasciando che i relitti ormeggiati da anni, per esempio, prendano fuoco alle banchine. Con gli oltre 800 milioni stanziati dai vari governi la base spezzina avrebbe potuto riorganizzarsi in modo serio e organico, mentre oggi ci troviamo di fronte ad un ampliamento di un corpaccione che non ha più nulla a che fare con i fasti che taluni politici (e non solo) proseguono a idolatrare. Oggi, con la finzione della sicurezza di una base ottocentesca, si coglie il pretesto di impedire, di fatto, l’unico sbocco a mare per Marola. E’ solo l’antipasto di un disegno in cui la privazione di spazi, e di un futuro pianificatorio innovativo, prende il posto lasciando intatto i disastri ambientali che all’interno permarrebbero”.

“Un disegno intriso di menzogne e di ipocrisie, che non può e non deve passare inosservato alla pubblica opinione, che nasconde l’incapacità di costruire un tavolo di confronto per ottenere bonifiche vere e restituzione di spazi, ma che approderà allo sfratto dei marolini dal proprio mare”, concludono da Marola.